Gioco
Critiche del personale ospedaliero alla riforma sanitaria regionale
Incontro col presidente della Regione al circolo Arci: Rossi difende le novità, chiedendo un sforzo da parte di tutti. Bertinelli sollecita garanzie per Pistoia
PISTOIA. Un incontro di oltre 3 ore, organizzato dal Pd pistoiese, quello di ieri sera al circolo Arci di Bonelle, che ha visto la presenza del governatore toscano Enrico Rossi e del sindaco Samuele Bertinelli, a dibattito sul tema caldo della riforma sanitaria regionale, dopo i tagli di oltre 300 milioni di euro del governo alle casse della sanità toscana. Tante le critiche che le figure sanitarie hanno rivolto a Rossi, in merito al riordino delle Asl toscane secondo il concetto di area vasta. Pistoia si troverà raggruppata con Empoli, Prato e Firenze sotto un unico direttore di area e un comitato operativo, composto dai direttori generali delle aziende sanitarie e dal direttore generale dell'Estav.
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Il nocciolo della questione è proprio questo: che ruolo giocherà Pistoia all'interno del riordino delle Asl? La paura è quella di essere fagocitati da Firenze, e sindaco e operatori sanitari chiedono garanzie a Rossi sul riconoscimento dell'eccellenza ospedaliera del San Jacopo, riportando alcuni dati significativi. La sanità pistoiese sopperisce ai servizi dei laboratori di analisi di altre Asl toscane, e con il nuovo ospedale si è passati da 7 a 13 sale operatorie mantenendo lo stesso personale e garantendo un elevato numero di servizi sanitari ai cittadini. Fattori che devono essere riconosciuti a Pistoia, perché Firenze non può essere l'asso piglia tutto. Bertinelli concorda, infatti, con Rossi sul fatto che debbano essere sviluppate discipline specialistiche da accentrare, ma senza perdere i servizi di copertura sanitaria in ogni territorio, che invece rischiano di scomparire, come nel caso degli ospedali di San Marcello e Pescia.
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Il governatore assicura che alla sanità pistoiese saranno garantite giuste risorse, ma non nasconde che debba essere fatto un ulteriore sforzo da parte di tutti. «È difficile credere che con meno risorse si possa fare meglio, ma la Toscana dovrà riuscirci per mantenere il primato italiano della qualità sanitaria». Il ricorso ai prepensionamenti – grazie alle leggi pre-Fornero – garantirà ricambio generazionale e professionale, così come la diversificazione dei ruoli di infermieri laureati e operatori socio sanitari. Si è anche detto disponibile ad aprire un dialogo sull'annosa questione delle interminabili liste d'attesa per esami o visite specialistiche, senza nascondere l'irritazione per la notizia delle sempre più frequenti visite pubbliche a pagamento, che definisce uno scandalo. Un incontro partecipato dunque, in cui non sono mancate aspre critiche, ma anche segnali di avvicinamento tra le parti interessate – istituzioni, figure sanitarie e cittadini – per lavorare insieme a una riforma centrale, come quella della sanità che riguarda, da vicino, proprio tutti.
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