Gioco
Sessa: le aziende vivaistiche “adottino” parchi e giardini
PISTOIA. Una proposta che invita le aziende vivaistiche del territorio ad “adottare” un parco o un giardino urbano pistoiese in modo da tutelare, mettere in sicurezza, e curare anche dal punto di...
PISTOIA. Una proposta che invita le aziende vivaistiche del territorio ad “adottare” un parco o un giardino urbano pistoiese in modo da tutelare, mettere in sicurezza, e curare anche dal punto di vista sanitario ed estetico il verde cittadino.
Un appello che Legambiente Pistoia lancia al mondo vivaistico pistoiese, per aiutare la città a rialzarsi dopo gli ingenti danni causati dalla bufera di vento di quattro settimane fa. Ma anche per permettere che «il patrimonio arboreo cittadino venga sottoposto a quel controllo, gestione, manutenzione che finora gli è sempre mancato». Una proposta che, secondo Antonio Sessa di Legambiente Pistoia, porterà «un beneficio dal punto di vista della sicurezza, ma anche dal punto di vista estetico e sanitario al panorama del verde cittadino, senza dimenticare, per quanto riguarda ogni singola azienda vivaistica che voglia rispondere positivamente a questo invito, il positivo e gradito ritorno d’immagine».
In questo modo, si potrebbe anche intervenire «quando occorra, anche sulle radici delle piante, troppo superficiali e talvolta sofferenti per l’eccessiva vicinanza al cemento o all’asfalto. E anche dal punto di vista agronomico e fitosanitario».
L’associazione afferma che gli alberi caduti a causa delle forti raffiche di vento di 4 settimane fa «hanno rafforzato in qualcuno l’errato e pericoloso convincimento che gli alberi, soprattutto quelli in città, siano ormai divenuti un problema, piuttosto che una risorsa importante». La cosiddetta messa in sicurezza, attuata sulla scia di eventi straordinari e violenti come quello dei giorni passati, porta a pratiche inquietanti ed assai discutibili. Come quella di abbattere alberi frettolosamente e superficialmente giudicati pericolosi. «Devono essere messe in atto pratiche di studio, di conoscenza e di cura verso questo prezioso patrimonio» scrive Sessa, e suggerisce un censimento del verde cittadino «parco per parco, giardino per giardino, con una breve ma sufficiente descrizione delle essenze presenti, della loro età, dimensioni, stato di conservazione».
Ma l’appello più incisivo rimane quello alle aziende vivaistiche, affinché «ogni giardino e/o parco urbano venga “adottato. Confidando che, tra le tante presenti sul territorio non manchi chi si faccia avanti con entusiasmo e convinzione per assolvere a questo compito».
Eleonora Ferri
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