Il Tirreno

Pistoia

inchiesta

Sotto accusa per peculato dipendenti del Genio civile

di Massimo Donati
Sotto accusa per peculato dipendenti del Genio civile

Centinaia di marche da bollo staccate dalle pratiche sismiche per essere riciclate. Uno dei tre indagati ha già patteggiato la pena davanti al gip: un anno e sei mesi

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PISTOIA. Una volta ricevuta dal professionista di turno la documentazione relativa alle normative antisismiche, vistavano e timbravano la copia della pratica da restituire ma, spesso, non annullavano la marca da bollo applicata sulla copia destinata agli archivi dell’ufficio. Così che poi, una volta staccata, poteva essere riciclata come nuova. Un giochetto che, secondo la procura della Repubblica, era andato avanti per anni. Sotto inchiesta per il reato di peculato tre impiegati del Genio civile di Pistoia.

Si tratta di tre addetti, all’epoca dei fatti contestati, dello sportello accettazione dell’ufficio tecnico di piazza della Resistenza che, in base alle indagini condotte dai carabinieri della sezione di pg, coordinati dal sostituto procuratore Fabio Di Vizio, si sarebbero impossessati, complessivamente, nel periodo oggetto dell’inchiesta (dalla metà del 2006 al 2013) di centinaia di marche da bollo, per un valore di circa 5.000 euro.

Uno dei tre, Ennio Giudice, 63 anni, attualmente già in pensione (mentre i due colleghi sono prossimi al pensionamento), nei giorni scorsi ha scelto di patteggiare la pena in sede di indagini preliminari, davanti al gip del tribunale Patrizia Martucci. Ottenuto il consenso da parte del pm, l’avvocato difensore ha concordato con il giudice una pena di un anno e sei mesi con il beneficio della sospensione condizionale.

La posizione degli altri due indagati, invece, è stata stralciata, e la procura, una volta chiuse le indagini, procederà probabilmente, con la richiesta di rinvio a giudizio.

Le indagini partirono nel 2014 in seguito a un esposto presentato dalla direzione stessa del Genio civile. Giudice era accusato di peculato in due distinti capi di imputazione. Il primo per essersi appropriato, agendo da solo, di marche da bollo da 14,62 euro per un valore complessivo di 628,66 euro, dall’agosto 2006 all’ottobre 2009. Il secondo capo di imputazione, in concorso con uno dei due colleghi, è relativo invece al periodo che va dal giugno 2007 al marzo 2010, durante il quale l’ammontare del valore delle marche staccate dalle pratiche depositate ammontava a 847,96 euro.

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