Il Tirreno

Pistoia

Ed ecco i volontari che salvano i rospi

Alessandra Tuci
Uno dei rospi salvati dai volontari del gruppo creato da Panerai
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Uno dei rospi salvati dai volontari del gruppo creato da Panerai

E' nato anche un profilo facebook, una decina le persone che hanno già aderito

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PISTOIA. C’è chi aiuta i cani, chi i gatti e chi aiuta..i rospi. Iniziativa piuttosto curiosa quella di alcuni volontari che hanno deciso di aiutare questi piccoli anfibi ad attraversare la strada per raggiungere il corso d’acqua più vicino a loro, evitando di essere schiacciati dalle macchine in corsa. “Sono già 15 anni che mi occupo di questo progetto di soccorso perché tutti sappiano dell’importanza dei rospi nell’ecosistema, dato che in un giorno questi animali sono capaci di mangiare fino a 600 zanzare –commenta Marco Panerai, membro cooperativa centro naturalistico europeo- Una sera, tornando a casa, mi sono accorto dei tanti rosi schiacciati sull’asfalto e me ne sono dispiaciuto. In questo periodo dell’anno, così come in settembre, i rospi emigrano dal bosco al fiume per poi tornare nel luogo dal quale sono partiti. Sono proprietario di un’azienda agricola alla Nievole e spesso io ed altri volontari prendiamo i rospi e li portiamo su una collinetta di mia proprietà per tenerli più al sicuro. In questi 15 anni siamo riusciti a salvare ben 22mila esemplari. In genere ci dividiamo in due squadre, una opera nella parte più alta della Nievole, una in quella più bassa”.

E la notizia sta facendo anche il giro del web con tanto di un gruppo su facebook dal nome “Rospi da salvare”. “Siamo già una decina di volontari –commenta Arianna Tani- Attualmente questa attività si svolge nella zona della Nievole, dopo il ponte di Serravalle, dove c’è una maggiore concentrazione di rospi, ma l’obiettivo è quella di estenderla anche in altri luoghi, abbiamo avuto già diverse segnalazioni nella zona di Quarrata. Abbiamo però bisogno di più volontari, anche perché l’attività richiede una certa preparazione ed impegno, iniziando al crepuscolo, intorno alle 19 e protraendosi fino alle 21, perché di notte il rospo si ferma. Oltretutto insegniamo alle persone che vogliono darci una mano la differenza tra una femmina di rospo con le uova, che ha la pancia più gonfia, da quella senza uova ed il maschio, che in genere assume una posizione particolare, quasi seduta, di vedetta, ed in quel caso si potrebbe dire che sta andando verso l’acqua. Per adesso, che è ancora freddino, riusciamo a raccogliere circa 50-60 animali ogni sera ma, quando le giornate diventano più calde, arriviamo anche a 150 esemplari”.

“Avevo sentito parlare di quest’attività dal Wwf fiorentino, poi ho contattato Marco, che da tanto tempo si occupa di questo, ed adesso sono due anni che facciamo questa attività anche qui. Possiamo dire che sulla collina di Marco si è creato un vero e proprio paradiso dei rospi”conclude Arianna Tani.

 

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