Sicurezza
Quattordicenne muore dopo una caduta
Cosimo Mazzi, fiorentino in forza al locale sci club, stava facendo una discesa di riscaldamento insieme a due compagni
CUTIGLIANO. Stava facendo riscaldamento, con un paio di compagni di club, mentre gli istruttori stavano sistemando gli ultimi particolari della pista per il consueto allenamento. Lo hanno visto rallentare e poi, quando era praticamente fermo, cadere in avanti a peso morto, di faccia, sulla neve ghiacciata, e scivolare a valle per alcune decine di metri. Erano da poco passate le nove di ieri mattina quando, sulla pista Faggio di Maria, alla Doganaccia, si è consumata la tragedia. Cosimo Mazzi avrebbe compiuto 14 anni il prossimo 10 maggio. È morto poche ore dopo al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, mentre i medici cercavano disperatamente di rianimarlo.
A soccorrerlo immediatamente dopo la caduta, oltre al babbo Paolo, che era poco lontano, e agli istruttori dello sci club, sono stati i volontari del Soccorso sci della Misericordia, i carabinieri sugli sci e due soccorritori della stessa società che gestisce gli impianti. E una volta arrivato il medico del 118 dell'automedica di San Marcello, il ragazzo, in coma, è stato intubato e trasportato con l'elisoccorso in codice rosso all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
Ma durante il volo le sue condizioni sono rapidamente precipitate. I medici fiorentini hanno cercato a lungo di rianimarlo una volta portato nel pronto soccorso, ma alla fine si sono dovuti arrendere e dichiarare il decesso poco dopo le 13,30.
Come detto, è probabile che a tradire l'adolescente, di Firenze, atleta dello Sci club Doganaccia, nella categoria Ragazzi, sia stato un malore, uno svenimento, in quanto i testimoni hanno raccontato di averlo visto cadere in avanti senza nemmeno tentare di attutire l'impatto con le braccia. La forza d'inerzia si è scaricata perciò tutta sul volto e, quindi, con la rotazione della testa all’indietro, sulla base cranica del ragazzo che, privo di conoscenza, è scivolato giù lungo la pista, fin quasi alla fine.
Immediatamente i gestori degli impianti della Doganaccia hanno dato l'allarme al 118. Sul posto si sono precipitati i soccorritori. Il quattordicenne era in coma, con, tra l'altro, una copiosa emorragia, probabilmente causata da una lesione interna ad un polmone. Dopo averlo immobilizzato sulla tavola spinale, i soccorritori lo hanno trasportato in fondo alla pista con la motoslitta ed il tobiga, dove nel fratempo era arrivata l'automedica del 118 di San Marcello.
A quel punto, il medico, per facilitarne la respirazione, ha preferito intubare il ragazzo, anche in vista del trasporto in volo a Firenze a bordo dell'elisoccorso Pegaso, fatto atterrare nel piazzale del parcheggio della funivia.
Al momento del decollo, era sembrato che le sue condizioni fossero leggermente migliorate, che il suo robusto fisico stesse dando segni di reazione. Ma durante il viaggio verso l'ospedale pediatrico Meyer, Cosimo ha avuto un peggioramento, i suoi parametri vitali sono precipitati, e già in volo medico e infermiere hanno iniziato la rianimazione, che è proseguita anche al pronto soccorso. Inutilmente.
A risultare letali, secondo una prima valutazione dei medici fiorentini, sarebbero statele lesioni cerebro-spinali causate dall’impatto della testa contro il ghiaccio: a niente, visto che il ragazzo ha sbattuto la faccia, è valso il fatto che indossava il casco di protezione. Solo ulteriori accertamenti potranno invece dire se la caduta sia stata provocata o meno da un mancamento. Intanto, la famiglia ha acconsentito alla donazione delle cornee.
Massimo Donati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
