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Pistoia

«Cosimo non era uno sciatore spericolato»

«Cosimo non era uno sciatore spericolato»

Non si dà pace per ciò che è accaduto Mario Sichi, uno degli allenatori della giovanissima vittima

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CUTIGLIANO. «Non era un atleta spericolato, puntava sulla precisione ma sugli sci non gli piaceva correre dei rischi inutili. Penso di non averlo mai visto cadere in questi anni. Per questo non riesco a spiegarmi cosa possa essere successo».

Mario Sichi, tecnico dello Sci club Doganaccia, era uno degli allenatori di Cosimo. Ieri mattina lui non era sulla pista della tragedia insieme ai suoi ragazzi, stava tornando in auto dal nord Italia.

«Non ero con loro. Mentre gli istruttori stavano sistemando la pista per l’allenamento, Cosimo stava facendo un po’ di riscaldamento insieme ai compagni. Erano in tre. Non andavano forte. Anche a me hanno raccontato che è caduto quasi da fermo, come se si fosse sentito male. Era un ragazzo sano, robusto...».

Erano circa tre anni che Cosimo era entrato a far parte della famiglia dello Sci club della Doganaccia. Così come il fratellino più piccolo, inserito nella categoria dei “baby”. A trasmettergli la propria passione per quella splendida porzione dell’Appennino toscano, il babbo Paolo, da tempo frequentatore della Doganaccia: tutta la famiglia, che a Firenze abita nel quartiere di Novoli, quando possibile, raggiungeva la piccola casa che prendeva in affitto sulla strada che porta al Melo.

«Praticamente tutti i fine settimana Cosimo e il fratellino erano con noi – racconta Mario Sichi – A volte dormivano in casa da me, o da Ronny, l’altro allenatore. Anche ultimamente Cosimo aveva partecipato alle varie gare regionali, e anche al Pinocchio. Sciava bene, ma come detto non era uno spericolato. Magari, proprio per questo, era meno veloce rispetto ad altri, ma puntava sulla precisione della sua sciata: era bravo. Oltre che alle gare, poi, prendeva parte anche a tutta la nostra attività sociale, e si occupava sempre del fratello più piccolo».

E anche a scuola Cosimo andava benissimo, era uno studente al di sopra della media. «Il babbo mi raccontava sempre – conferma Sichi – che non lo aveva mai visto tornare a casa con un otto: prendeva solo nove».

L’attuale Sci club Doganaccia si è ricostituito nel 2006, sulle basi dell’antenato Sci club Doganaccia-Melo, nato nel 1972. Negli ultimi anni il numero dei suoi allievi è cresciuto notevolmente, fino ad arrivare ai 50 della stagione invernale 2012-2013. Lo scopo principale dello sci club resta comunque quello di educare i ragazzi al rispetto della montagna e allo sport inteso come occasione di aggregazione sociale. (m.d.)

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