Il Tirreno

Pistoia

Gita vietata a studente indisciplinato

Beatrice Faragli
Studenti in gita
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Studenti in gita

Il consiglio di classe di una scuola media di Pistoia ha deciso di escludere un alunno dalle gite primaverili mandando su tutte le furie la mamma del ragazzo che parla di provvedimento ingiusto e inspiegabile

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PISTOIA. Gita vietata dal consiglio di classe a uno studente delle medie, nella provincia di Pistoia. Il provvedimento disciplinare ha mandato su tutte le furie la madre del ragazzo, che adesso accusa la scuola di aver adottato una misura ingiusta e inspiegabile. La dirigente dell’istituto invece, ribadisce la necessità della decisione presa, pur lasciando aperto uno spiraglio alla partecipazione dell’alunno alla gita di primavera. Per la preside, il ragazzo dovrà guadagnarsi con i fatti - studio e disciplina - l’agognato viaggio. Al momento però, la partecipazione è stata vietata. «E’ un provvedimento inaccettabile – ribadisce la mamma dell’alunno – Mio figlio è stato sospeso nel corso di questo mese, per pochissimi giorni. Sulla decisione di sospenderlo – precisa la donna – non discuto. Da genitore, capisco benissimo l’utilità che una simile misura possa avere per correggere alcuni comportamenti sbagliati. Se lui se l’è meritato, bene hanno fatto a sospenderlo. Però – continua la madre - non stiamo parlando di un bullo, e vietare addirittura la partecipazione a una gita fissata in un mese diverso da quello della sospensione, mi sembra vergognoso. Mi rivolgerò al provveditorato per avere un po’ di giustizia».

La certezza sul diniego alla breve trasferta extracurricolare, è arrivata quando il padre dello studente si è presentato a scuola per pagare la quota dell’albergo. «Si sono rifiutati di accettare i soldi» spiega la madre. La decisione sullo stop alla gita, è stata presa dal consiglio di classe, formato da insegnanti e preside. Secondo la dirigente c’erano motivi sufficienti per ricorrere al provvedimento. «Lo prevede la norma – precisa – Il consiglio ha, come provvedimento disciplinare, la facoltà di sospendere anche l’attività extrascolastica. Nel caso specifico, sono state ravvisate le giuste ragioni per farlo». Il ragazzo avrebbe espressamente palesato l’intenzione di “non dormire per due giorni di fila in gita”.

La questione però, è ben più ampia e delicata. Riguarda sia l’andamento scolastico, sia il comportamento in classe. «Nonostante il provvedimento preso dal consiglio, io sono pronta ad ammetterlo alla gita nel caso in cui riesca a dimostrare di comportarsi bene in classe e di impegnarsi nello studio» spiega la dirigente. E mentre la madre del ragazzo accusa la preside di averle chiuso più volte la porta in faccia, «ad ogni tentativo di confronto – dice – ho trovato un muro», dalla dirigenza informano che i genitori pur essendo stati contattati «otto volte dall’inizio dell’anno scolastico ad oggi, non hanno mai risposto alle richieste di incontro della scuola».

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