Il Tirreno

Pistoia

Bus lenti e in ritardo E alla fine i pistoiesi preferiscono l’auto

di Alessandra Tuci

Lamentele soprattutto dal centro e dalla zona stadio La replica del Copit: «Al momento possiamo fare poco»

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PISTOIA. Autobus? No, grazie, preferisco la macchina. I bus a Pistoia sono più puliti, più comodi, ci sono tante linee che collegano la città e dintorni, ma spesso sono in ritardo. Non facile per chi deve utilizzarli per recarsi sul luogo di lavoro o per chi deve arrivare puntuale alla stazione per prendere un treno.

La mattina, sciami di ragazzetti affollano alcune fermate della città, come quelle di piazza San Francesco o della stazione, ma diverse persone lamentano i ritardi, le attese infinite, o il sovraffollamento. Ancora più faticoso muoversi con i mezzi pubblici in centro per chi soprattutto usufruisce della linea M o della linea 1.

«Posso dire che il servizio dei Park and Bus funziona abbastanza male – commenta Giovanni Giuliani – Diciamo che potenzialmente sarebbe un ottimo servizio, perché ti permette di attraversare l’intera città, ma non è regolare, ed è pure aumentato il prezzo del biglietto. Secondo me non è un servizio efficiente, oltretutto perché la città è veramente minuscola e questo dovrebbe favorire una maggiore puntualità. Per andare dalla zona stadio alla stazione le corse spesso vengono saltate, e magari poi arrivano due o tre autobus contemporaneamente. Gli aspetti negativi sono più o meno tutti, visto che le uniche cose che un servizio di questo genere dovrebbe garantire sono la certezza dell’orario e la puntualità, e queste non ci sono».

«Aspetti positivi? – prosegue Giovanni Giuliani – Esistono tante linee e per i Park and Bus c’è un biglietto valido per l’intera giornata ma, ripeto, il mezzo dovrebbe garantire la puntualità e questa manca».

«Alla fine ho deciso di tornare a prendere la macchina – conclude – È più scomoda, più inquinante e più costosa, ma ho preferito fare così per evitare di dover perdere il treno per andare a lavoro».

Estenuanti risultano anche i viaggi sugli autobus extra urbani, anche questi poco puntuali e con un tragitto eccessivamente lento.

«Non capisco perché debbano essere così lenti, alle volte è preferibile prendere il treno – commenta Michele Moricci – Sono viaggi della speranza, ci mettono una vita ed anche questi spesso arrivano in ritardo. Altra cosa è la mancanza di una qualsiasi voce all’interno del mezzo, o di un monitor che ti indichi le fermate: o le conosci te oppure devi chiedere a qualcuno. Ho notato anche che spesso gli autisti guidano con il cellulare in mano ed una volta uno di loro non si è fermato perché appunto stava parlando al telefonino e sicuramente era distratto».

Disagi contro i quali, al momento, il Copit può fare ben poco.

«Purtroppo la nostra società è in stand by dal 1º luglio 2010: da quando è scaduto il contratto siamo in una fase non semplice e questo sta creando disagi – spiega Kevin Sichi, direttore del Copit – È in corso il bando per la gara unica regionale del trasporto pubblico a cui noi partecipiamo: vedremo se vinceremo o ne rimarremo fuori. Tra l’altro, se dovessimo vincere la gara, è prevista l’installazione di paline intelligenti in ogni provincia della Toscana per informare sui ritardi dei treni. Conosco la drastica situazione della linea M, ma purtroppo questa era nata con l’idea di una corsia preferenziale che non è mai stata fatta e quindi è logico che, nei momenti di maggiore traffico, questo bus rimanga in coda come gli altri veicoli».

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