Il Tirreno

Pistoia

Quattro ore di sciopero alla San Felice contro i licenziamenti

Alcuni lavoratori escono dalla cartiera al termine dell'assemblea (foto Gori)
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Alcuni lavoratori escono dalla cartiera al termine dell'assemblea (foto Gori)

La decisione al termine dell'assemblea tra sindacati e lavoratori. La società dei Carrara ha annunciato 25 esuberi per crisi

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PISTOIA. Quattro ore di sciopero al termine di ogni turno di giovedì 2 aprile. "Questo perché - spiegano Marco Del Cimmuto (Cgil), Fabio Guerri (Cisl) e Alberto Morosi (Uil) - venerdì 3 è in programma il secondo incontro con la proprietà all'Associazione industriali". Una prima tranche di quattro ore di sciopero come risposta alla procedura di mobilità aperta dalla società San Felice Spa per 25 dei 61 lavoratori della cartiera di Piteccio.

Dipendenti che l'azienda vorrebbe mandare a casa al termine del contratto di solidarietà, in scadenza il 9 giugno. La San Felice ha aperto i battenti nel 1960, e nei periodi di massima espansione ha avuto oltre 100 dipendenti. Produce cartone multistrato per scatole da scarpe e vassoi da pasticceria, un tipo di lavorazione che ha risentito della crisi in misura maggiore rispetto alle altre aziende del Gruppo Carrara che producono carta tissue (per tovaglioli, carta igienica, asciugatutto, fazzolettini). La crisi si è acuita a partire dalla fine del 2010, complici la concorrenza dei paesi orientali e la contrazione dei consumi. Dal 2010 al 2013 l'azienda ha perso il 38% del fatturato. Nel 2014 la ripresa auspicata non si è fatta sentire, anzi gli ordini si sono contratti di un ulteriore 10% e il bilancio 2014 ha una perdita stimata di altri 900.000 euro. In questi ultimi anni la San Felice Spa (presidente del consiglio di amministrazione è Alessandro Carrara), ha fatto ricorso alla cassa integrazione guadagni e straordinaria. Il 5 marzo 2014 ha aperto la procedura di mobilità per 34 dipendenti su 74. Al termine di una faticosa contrattazione è stato raggiunto un accordo con Cgil, Cisl e Uil per un anno di contratto di solidarietà per 46 dipendenti e la chiusura della mobilità con il ricorso al licenziamento collettivo per un massimo di 20 lavoratori (a dicembre 2014 sono stati 14). Ma la cartiera ritiene di non poter fronteggiare l'ulteriore calo di commesse e la crisi in atto senza un taglio del personale ritenuto in esubero rispetto alle esigenze attuali: 25 dipendenti su 71, in tutti i reparti. 

L'assemblea dei lavoratori ha invece chiesto un altro anno di contratto di solidarietà e rigettato l'ipotesi della mobilità. "Molta della forza lavoro - commentano i rappresentanti sindacali - è composta da persone sulla cinquantina con oltre 20 anni di permanenza alla San Felice, difficilmente ricollocabili sul mercato del lavoro. Siamo disponibili a discutere di eventuali mobilità su base volontaria ma solo a fronte della presentazione, da parte della proprietà, di un piano di rilancio". (t.g.)

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