Il Tirreno

Pistoia

Emergenza casa senza fine uno sfratto ogni due giorni

Emergenza casa senza fine uno sfratto ogni due giorni

Con i 916 alloggi del Comune si cerca di tamponare la situazione ma occorrerebbero risorse importanti per la manutenzione del patrimonio

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PISTOIA. Non accenna a diminuire la tensione a Pistoia in materia di alloggi. I dati del tribunale indicano che la piaga degli sfratti resta alta: a fronte dei 187 casi iscritti nel 2013, lo scorso anno abbiamo avuto, solo nel Comune di Pistoia, 174 nuovi casi di sfratto. Anche per quanto riguarda i provvedimenti di convalida emessi dal tribunale la dinamica resta elevata: dai 154 del 2013 ai 139 dell'anno scorso. Sostanzialmente stazionario anche il livello dei contributi offerti dal Comune per far fronte alla morosità incolpevole che passano da 124mila a 112mila euro l’anno, per - rispettivamente - 30 e 29 beneficiari.

A causa della crisi economica la pressione per avere nuovi alloggi è elevatissima, il patrimonio di edilizia popolare non è sufficiente a far fronte alle emergenze e, oltretutto, le condizioni in cui si trovano gli edifici di edilizia popolare sono, nella generalità dei casi, abbastanza critiche. Occorrerebbero stanziamenti ingenti e provvedimenti legislativi in grado di aiutare sfrattati, inquilini che non riescono a pagare l'affitto, famiglie che rischiano a breve di perdere la casa o che non riescono a trovarla.

I Comuni pistoiesi, attraverso la Spes, tentano, dal canto loro, di migliorare la gestione del patrimonio di edilizia pubblica. Attualmente, gli alloggi di proprietà del Comune di Pistoia e gestiti da Spes sono 916. Rimangono da consegnare, perché in fase di ultimazione, i 20 alloggi di nuova costruzione realizzati da Chiazzano e gli ulteriori 15 alloggi recuperati nel comparto del Ceppo-via Bonfanti. Un altro intervento riguarda l'area ex Ricciarelli dove saranno recuperati 42 nuovi alloggi di edilizia sociale.

Numeri rilevanti ma insufficienti a far fronte alla pressanti richieste. «Cerchiamo anzitutto di mettere fine - dice il presidente di Spes Paolo Bechi - al fenomeno delle occupazioni delle case da assegnare. Ormai è in corso una sola occupazione rispetto alle tre che avevamo la scorsa estate. Tentiamo, attraverso il frazionamento delle utenze, di obbligare tutti gli assegnatari al pagamento di acqua, luce e gas, ma c’è il grande problema della manutenzione del patrimonio che necessiterebbe di stanziamenti importanti».

Ogni volta che un inquilino libera un alloggio, occorre stanziare dai 5mila ai 35mila euro di lavori. Gran parte delle abitazioni sono state costruite negli anni Sessanta, con la rgo uso di cemento armato che adesso inizia a mostrare con evidenza l’usura del tempo.

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