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Pistoia

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È proprietario a metà ma gli viene negato il possesso

È proprietario a metà ma gli viene negato il possesso

PISTOIA. E’ una storia lunga ed ingarbugliata quella di Rocco Donato Benedetto, 85 anni. Una storia che negli ultimi anni si è riempita di carte bollate, denunce e processi che lo contrappongono all’e...

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PISTOIA. E’ una storia lunga ed ingarbugliata quella di Rocco Donato Benedetto, 85 anni. Una storia che negli ultimi anni si è riempita di carte bollate, denunce e processi che lo contrappongono all’ex badante del fratello e, per un certo periodo sua “fidanzata” oggi sessantasettenne, che lo ha estromesso dall’uso di due vani sui quali Benedetto ha un diritto di uso e di abitazione vita natural durante come previsto in un regolare contratto di acquisto registrato il 3 dicembre 1996 dal notaio Cappellini. Una verità, quest’ultima, già certificata da una sentenza del giudice Daniela Garufi con sentenza del 5 gennaio del 2009 in cui ordinava alla controparte di consegnare entro tre giorni le chiavi della serratura dell’immobile che si trova al piano terra di via Petrocchi 990. Sentenza confermata in appello a Firenze dove la prima sezione presieduta da Nicola Dinisi ha rigettato il ricorso presentato dalla donna. Nel frattempo Rocco Donato Benedetto vive in un magazzino senza acqua calda e in precarie condizioni accumulando debiti perché vive con una pensione di poco più di 500 euro al mese.

I pessimi rapporti che si sono creati con la donna che gli impedisce di tornare in possesso dei due vani, che corrispondono a mezzo appartamento, sono stati caratterizzati da una lunga serie di denunce e controdenunce, una delle quali è arrivata a sentenza nei giorni scorsi e vedono condannato questa volta proprio l’ottantacinquenne ad un mese di reclusione e al pagamento delle spese processuali per offese e minacce fatte nei confronti della donna il 24 aprile 2009 ed il 4 luglio 2009, quando aveva cercato di entrare in possesso di quei due vani che il giudice Garufi qualche mese prima, aveva sentenziato che gli appartenevano e che sono affittati a terzi che pagano l’affitto alla donna.

Oggi Rocco Donato Benedetto vorrebbe ciò che è suo di diritto e che non riesce ad avere e per questo si ritiene «vittima della Giustizia», (p.p.)

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