Sicurezza
Respinte le eccezioni il processo resta qui
PISTOIA. Il procedimento andrà avanti, e sarà portato a termine a Pistoia. Il gup del tribunale Patrizia Martucci ha infatti respinto tutte le eccezioni presentate dagli avvocati difensori nell’udienz...
PISTOIA. Il procedimento andrà avanti, e sarà portato a termine a Pistoia. Il gup del tribunale Patrizia Martucci ha infatti respinto tutte le eccezioni presentate dagli avvocati difensori nell’udienza preliminare che vede sul banco degli imputati 79 persone implicate nell’inchiesta per i permessi di soggiorno facili a cittadini stranieri. Ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare ha sciolto le sue riserve sulla questione dell'incompetenza territoriale (secondo alcuni difensori, infatti, i reati che hanno dato il via all'inchiesta sarebbero avvenuti a Prato e, perciò, avrebbero dovuto essere la procura e i giudici pratesi ad occuparsene) e sull’eventuale nullità dell’avviso di conclusione delle indagini notificato ad alcuni indagati.
La prosecuzione dell’udienza preliminare è tuttavia slittata al prossimo 27 aprile. Infatti, nella precedente udienza il pubblico ministero, Giuseppe Grieco aveva ottenuto il rinvio per riformulare i capi di imputazione, escludendo un’aggravante, quella del fine del profitto, prevista solo con l'entrata in vigore delle normative sull'immigrazione clandestina successiva all’epoca dei fatti oggetto dell’inchiesta.
Ieri, il gup ha però ritenuto che invece tale aggravante debba essere contestata a 13 degli imputati e che i fatti loro contestati debbano essere valutati in base alla normativa precedente alla riforma. Alla luce di ciò, gli avvocati interessato hanno chiesto e ottenuto i termini a difesa per esaminare tali contestazioni.
L'indagine era stata avviata dalla Digos della questura, oltre cinque anni fa, come filone di quella che, nell'aprile 2009, portò all'arresto di 11 persone per i reati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Imputati, imprenditori, artigiani e semplici cittadini che in cambio di soldi si sarebbero prestati a dichiarare il falso per far ottenere il permesso di soggiorno a cittadini orientali.
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