Sicurezza
Le case popolari si trasformeranno in Rsa
Il Sunia di Pistoia molto critico sulla nuova legge regionale che rischia di aumentare la morosità e non contribuirà ad alleviare l'emergenza
PISTOIA. «Le case popolari diventeranno delle rsa». Con la nuova legge regionale «si abolisce l’emergenza abitativa per decreto» avverte il segretario provinciale del Sunia, Davide Innocenti, sulle modifiche approvate dalla Regione per l’edilizia residenziale pubblica.
«La morosità incolpevole non conta più ai fini della graduatoria». È critico il sindacato inquilini e assegnatari di Pistoia sui nuovi criteri d’accesso, sui mancati finanziamenti per l’Erp «a fronte invece degli ingenti fondi messi in campo per l’housing sociale», e sull’assenza di una riforma che razionalizzi le società di gestione.
«Non sono previste risorse per aumentare il numero di alloggi» e, con la nuova legge, «il peso dei punteggi per l’assegnazione viene spostato quasi totalmente sul disagio socio assistenziale, ad esempio sulle famiglie con una persona disabile o sugli anziani. E’ un cambio di filosofia della Regione che – sottolinea Innocenti - non dà più una risposta al disagio abitativo». I nuovi criteri inoltre, «andranno a scontrarsi con i limiti strutturali degli edifici, ancora pieni di barriere architettoniche».
«Di fatto le case popolari diventeranno delle rsa diffuse. Ciò determinerà un aumento della morosità del sistema e gravi problemi legati allo stato degli immobili». «Tutta questa fretta nel voler approvare la legge – incalza Innocenti – è dovuta sia ai solleciti arrivati dai Comuni sia dalla vicinanza delle elezioni». Al tavolo i sindacati sono riusciti a strappare solo piccole conquiste, come l’introduzione di un «punteggio che tenga conto dell’incidenza dell’affitto sul reddito e dello sfratto di finita locazione».
«Sono state previste – continua Innocenti - tre tipologie di assegnazione». Quella ordinaria tramite graduatoria. Quella in mobilità «per il sottoutilizzo da almeno due anni dell’immobile», che impone lo spostamento della famiglia in strutture più piccoli oppure, a fronte di un mancato trasferimento, l’innalzamento del canone. Infine c’è l’assegnazione autorizzata, una sorta di alloggio d’emergenza prolungato.
«È rivolta – spiega Innocenti - a quei soggetti sotto sfratto per morosità incolpevole, che sono nella lista della forza pubblica. L’assegnazione è un 3+3, quindi temporanea e il Comune può ricorrere a questa tipologia fino a un massimo del 25 per cento delle assegnazioni complessive».
E’ tagliato fuori dalle graduatorie chi ha un immobile di proprietà e chi possiede beni mobili per un valore superiore ai 25mila euro. Si tratta, sostiene Innocenti, di una caccia ai “furbetti” del tutto parziale, incompleta e iniqua. «Chi ad esempio è emigrato qua trent’anni fa dal sud Italia e ha mantenuto una casa anche nella terra d’origine, non ha diritto all’alloggio. Chi spende soldi per vacanze o orologi, sì. Se il numero di domande per le case diminuirà, sarà solo per decreto, ma il disagio abitativo resterà tale».
«Siamo fortemente preoccupati del fatto che la legge non tenga assolutamente conto dei finanziamenti per nuovi alloggi e manutenzioni». C’è ancora un punto interrogativo inoltre «sulla possibilità di scaricare l’affitto. Aspettiamo di sapere se la misura comprenda anche gli inquilini dell’edilizia residenziale pubblica». Infine Innocenti ricorda che con la delibera del consiglio regionale del 3 marzo scorso, che ha approvato il piano cessione del patrimonio Erp per i prossimi 5 anni, in città e in provincia sono 270 gli alloggi popolari che potranno essere venduti. Per informazioni sulle novità appena introdotte, è aperto lo sportello di via Gentile 40 (Fornaci) dalle 14 e 30 alle 17 il giovedì e dalle 9 alle 12 e 30 il sabato.
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