Celesti: l’ex Ceppo è l’ultima chance per la sanità pistoiese
«Lì deve nascere la Casa della salute che a Pistoia manca» Forza Italia e Bartolomei: ecco perché i nostri sì al piano
PISTOIA. Perché una parte dei gruppi di opposizione in consiglio comunale, il 16 marzo, ha votato a favore dell' accordo di programma sul recupero del Ceppo , cioè l'atto forse più importante, dal punto di vista urbanistico, del mandato del sindaco Bertinelli? Forza Italia (consiglieri Annamaria Celesti e Alessandro Sabella), Pistoia futura (Alessio Bartolomei), Pistoria 1117 (Salvatore Patanè) hanno alzato la mano insieme alla maggioranza di centrosinistra, mentre Sel si asteneva e i Cinque Stelle uscivano dall'aula, lasciando solo il quartetto di Pistoia domani a votare contro. Una frantumazione delle opposizioni che ha prodotto dibattiti e qualche veleno, soprattutto sui social network. Vittima privilegiata, Alessio Bartolomei, consigliere di opposizione di lungo corso . Tanto che per lui si era parlato persino di un possibile ingresso in maggioranza. Circostanza recisamente smentita - ce ne fosse stato bisogno - dal diretto interessato.
Ma allora perché tre consiglieri comunali di opposizione hanno votato a favore dell'accordo di programma Comune-Asl-Regione, che disegna il futuro dell'area del vecchio Ceppo? Celesti, Sabella e Bartolomei lo hanno spiegato direttamente con una conferenza stampa. «Per me - ha detto Annamaria Celesti - è stato fondamentale che la giunta abbia accettato un vincolo per la redazione del piano particolareggiato, quello di prevedere nella parte moderna, che resta di proprietà dell'Asl, la realizzazione di una Casa della salute di modulo complesso. Cioè una struttura prevista espressamente dalla Regione, che comprenda medici di base, attività infermieristiche, di riabilitazione, di primo soccorso, centri di cure intermedie. Insomma, quell'insieme di attività sul territorio che un ospedale per malati acuti, come il San Jacopo, non è più in grado di offrire».
Secondo Celesti il vero problema del nuovo ospedale, infatti, non è tanto il basso numero di letti quanto i pochi giorni di degenza. Si viene dimessi quando si avrebbe bisogno di una rete di assistenza sul territorio che invece non c’è. Celesti sottolinea che il suo voto favorevole è legato alla capacità o meno del sindaco (visto anche come presidente della Società della salute e dell'assemblea dei Comuni dell'Asl) di imporre all'Asl questa scelta. «Il Servizio sanitario nazionale deve rimanere pubblico e gratuito - ha sottolineato Celesti - ma la situazione attuale di crisi della sanità nega proprio ai più deboli l'accesso alle cure necessarie. Per garantirle a tutti occorre una vera Casa della salute e la ristrutturazione del Ceppo è un'occasione imperdibile da cogliere, probabilmente l'ultima. Al l’ex Ceppo vanno fatti ambulatori, non uffici amministrativi».
Bartolomei si è detto stupito per le critiche ricevute e ha rivendicato la correttezza della sua valutazione positiva su quello che ritiene l'aspetto qualificante dell'accordo di programma. Cioè la scelta, da parte del Comune, di realizzare in proprio le opere di urbanizzazione invece di chiederle ai privati che acquisteranno i lotti del Ceppo da trasformare in alloggi, uffici e negozi. «Quello fu l'errore fatto all'area ex Breda, che ho sempre denunciato. E ora che il Comune sceglie di fare quello che ho sempre chiesto, avrei dovuto votare contro?».
Infine Sabella ha sottolineato l'importanza della raccomandazione firmata da quattro gruppi di minoranza, in cui si chiede che i passaggi sulla redazione del piano particolareggiato vengano esaminati dalle commissioni consiliari competenti.
Fabio Calamati
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