Il Tirreno

Pistoia

Rapina col coltello in pugno per una bicicletta elettrica

Rapina col coltello in pugno per una bicicletta elettrica

In due si erano impossessati del mezzo e lo avevano nascosto vicino alla stazione ma sono stati arrestati da una pattuglia di carabinieri poche ore dopo, a Montale

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MONTALE. Una bicicletta con pedalata assistita da un motorino elettrico, vale circa mille euro. Un bel colpo per i due giovani rapinatori che sabato pomeriggio, in via Zamenhof, hanno avvicinato un passante e, puntandogli al fianco un coltello, l’hanno costretto a consegnar loro la bici, scappando poi subito dopo. Ma solo poche ore dopo i carabinieri li hanno scoperti ed arrestati: si tratta di due ragazzi di 17 e 20 anni, entrambi già conosciuti dalle forze dell’ordine.

Una parte del merito della pronta cattura dei due è della vittima della rapina, che – sotto choc per l’accaduto – ha comunque telefonato subito al numero di emergenza fornendo una sommaria descrizione dei due rapinatori.

Poi, attorno alle 15,30, i militari di una pattuglia del nucleo radiomobile di Pistoia, già informati sulla rapina che si era da poco consumata, si trovavano in prossimità della stazione ferroviaria di Montale, impegnati in un controllo antidroga, nei confronti di due giovani appena scesi dal treno per Firenze.

E proprio sulla base della descrizione ricevuta dalla centrale operativa, i carabinieri hanno iniziato a sospettare che i due ricercati potessero essere le stesse persone sottoposte in quel momento al controllo antidroga (controllo peraltro risultato positivo in quanto uno dei due, il minorenne, aveva con sé una fiala di metadone e alcune siringhe).

Dopo alcuni rapidi approfondimenti i militari hanno visto confermati i loro sospetti. E, anche sulla scorta di alcune testimonianze raccolte sul posto, hanno rapidamente recuperato la bicicletta rapinata, che i due avevano parcheggiato in una zona adiacente alla stazione.

I due, per loro stessa ammissione, l’avevano lasciata lì in attesa di cambiarsi d'abito, per poterla recuperarla successivamente e rivenderla a qualche ricettatore. Il mezzo, come detto, ha un valore di mercato notevolmente superiore a quello di una normale bici.

Il ragazzo maggiorenne è stati quindi accompagnato al carcere di Santa Caterina, mentre il minorenne – su disposizione della procura dei minori - è stato accompagnato nella sezione custodita del centro di prima accoglienza di Firenze. La bicicletta è stata restituita al legittimo proprietario.

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