Il Tirreno

Pistoia

Casetta dei Pulledrari, ricorso contro la Provincia

Sauro Romagnani
La Casetta dei Pulledrari, nella Foresta del Teso
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La Casetta dei Pulledrari, nella Foresta del Teso

Il gestore si rifiuta di consegnare le chiavi, è scontro legale con l'ente guidato da Federica Fratoni

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SAN MARCELLO. Casetta dei Pulledrari, è scontro legale tra gestore e Provincia. Lo scorso 31 dicembre è scaduta la concessione, del complesso immobiliare di Casetta dei Pulledrari della Foresta del Teso, a suo tempo rilasciata dalla Comunità Montana Appennino Pistoiese. Una lettera della Provincia di Pistoia, subentrata alla Comunità Montana, aveva fatto sapere al gestore del complesso che "perdurando le condizioni di irregolarità riscontrate, tra cui la grave situazione di morosità, non sussistono i presupposti per un eventuale rinnovo della stessa, pertanto si comunica che: oltre tale data il concessionario cessa ogni diritto circa il proseguimento di qualsiasi attività sugli immobili, e che i medesimi dovranno essere resi liberi e riconsegnati all'amministrazione entro il 31 gennaio 2015".

Il termine è scaduto e la settimana scorsa un incaricato della Provincia si è recato alla Casetta dei Pulledrari per ritirare le chiavi al gestore che di rimando si è rifiutato di consegnarle: «C'è un contenzioso in corso - ha detto - Le chiavi saranno consegnate, se dovranno essere consegnate, al termine del ricorso». Il rifugio Casetta dei Pulledrari è l'ultimo presidio per il turismo montano in quota nel comune di San Marcello, soprattutto per il turismo verde e bianco indispensabili per un rilancio delle attività economiche montane. Nel periodo estivo è molto frequentata dagli amanti della montagna, da escursionisti, fungai, semplici visitatori, che qui trovano un bar, un ristorante, dei servizi e camere per pernottare. Nel periodo invernale il complesso è meta di visitatori che amano sia la neve sia fare escursioni con le ciaspole, quest'ultimo uno sport sempre più in voga. Una sua chiusura, anche temporanea, impoverirebbe ancora di più l'offerta turistica della Montagna. Cosa fare dunque per evitarne la chiusura? Secondo la Provincia occorre che il gestore provveda al pagamento dei canoni arretrati ammontanti a parecchie decine di migliaia di euro e che presenti altre garanzie previste nella concessione. Il gestore nel frattempo si è rivolto ad un avvocato per far valere certi diritti che ritiene di vantare, ma che al momento sembrano non essere riconosciuti dalla Provincia. Intanto la stagione turistica estiva si avvicina.

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