Gioco
Sempre più pistoiesi nella fascia dei poveri
Sono stati in milleduecento a presentarsi nel 2014 per la prima volta ai servizi sociali. Il comune di Pistoia ha aumentato del 35 per cento i contributi erogati per queste assistenze
PISTOIA. In due anni l’accesso ai servizi sociali del Comune di Pistoia è aumentato del 10,4 per cento. Il balzo porta in corpo il segno profondo di una funesta crisi economica e occupazionale. Sono oltre 1200 i cittadini che nel 2014 hanno bussato per la prima volta allo sportello di segretariato sociale, porta d’ingresso ai servizi. Dal 2012 al 2014 c’è stato inoltre il brusco innalzamento sui contributi economici erogati. Dai buoni spesa all’integrazione del reddito, coloro che hanno usufruito del sostegno pubblico sono aumentati del 35,4% rispetto al 2012. Si tratta di oltre 1800 persone (dato 2014). Per l’integrazione del canone di affitto, gli utenti sono stati 582. I buoni spesa e i buoni pasto, sono passati dai 67 del 2012 ai 183 del 2014. Segno che si lotta per mettere insieme il pranzo con la cena. E se prima a rivolgersi ai servizi sociali erano soprattutto i cittadini che vivevano gravi problematiche, e solo in conseguenza di queste non avevano un reddito o un’occupazione che potesse garantire una vita dignitosa, adesso è proprio la perdita del lavoro, insieme alle situazioni legate a divorzi, separazioni e emergenze abitative, a costringere persone finora sconosciute ai servizi sociali, a chiedere aiuto al Comune. Il 3,3% delle famiglie residenti a Pistoia, sono attualmente seguite dal servizio comunale. Ogni assistente (dal 2013 sono al lavoro due unità in più) ha in carico 92 “casi”, che di fatto sono nuclei familiari, quindi anziani, minori e adulti in difficoltà. I dati sono stati presentati ieri a palazzo di Giano durante il convegno “Pistoia è sociale”. Si tratta del primo rapporto sulle prestazioni sociali e socioassistenziali del Comune, che, spiega l’assessore alle politiche sociali, Tina Nuti, mostra «un flusso incessante di richieste sempre più numerose e problematiche». «L’obiettivo – continua – è quello di uscire progressivamente dalla logica assistenzialistica del contributo economico, proponendo ai beneficiari forme di collaborazione e di restituzione alla comunità». Il maggior impiego di risorse sul 2014, come mostrano la dirigente del servizio Chiara Pierotti e il coordinatore degli assistenti sociali Giovanni Paci nella dovuta rendicontazione delle spese, è stato per gli anziani, con oltre 3milioni di euro, seguito dai servizi per i minori, le famiglie e gli adulti in difficoltà, con circa un milione e 600mila euro ciascuno, e dai servizi per le persone con disabilità, circa un milione e 300mila euro. «Per la giunta e per l’intero consiglio, il sociale è una priorità – dice Nuti - Dal 2012 abbiamo costantemente aumentato le risorse, a fronte del taglio da parte di Stato e Regione. Fondamentale in tutto questo, è l’alleanza con i soggetti del terzo settore e con il volontariato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
