Il Tirreno

Pistoia

delitto in casa famiglia

Condannato a trent'anni per l'omicidio del compagno di stanza

Massimo Donati
Gianluca Lotti viene accompagnato in tribunale per il processo (foto Gori)
◗
Gianluca Lotti viene accompagnato in tribunale per il processo (foto Gori)

Pistoia, Gianluca Lotti ritenuto seminfermo di mente dal gip del tribunale. Uccise a colpi d'ascia Massimo Tarabori, ospite come lui di una struttura di Massa e Cozzile che accoglie persone con disagio mentale

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Condannato a 30 anni di reclusione Gianluca Lotti, il pluriomicida pistoiese in carcere dal 17 gennaio dello scorso anno per aver massacrato a colpi d'ascia il compagno di stanza in una casa famiglia di Massa e Cozzile. Il processo per rito abbreviato - dopo la richiesta del giudizio immediato presentata dal pm titolare dell'inchiesta Luigi Boccia - è stato celebrato davanti al giudice delle indagini preliminari del tribunale di Pistoia Roberto Tredici questa mattina, venerdì 20 marzo.

Al termine di una breve camera di consiglio, il gip ha accolto in pieno la richiesta del pubblico ministero: pena base ergastolo, sconto di un terzo per il rito abbreviato (30 anni) con le aggravanti prevalenti sull'attenuante della seminfermità mentale. Al termine della pena, come misura di sicurezza relativa alla sua pericolosità sociale, Lotti dovrà passare altri tre anni in una  casa di cura e custodia.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.11082599:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11082599:1652191638/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

L'avvocato difensore dell'imputato, Cecilia Turco, al termine della propria arringa, aveva chiesto il riconoscimento dell'attenuante delle seminfermità mentale equivalente alle aggravanti.  Gianluca Lotti, 39 anni, è stato dichiarato semi-infermo di mente al termine della consulenza, eseguita dal professor Rolando Paterniti, psichiatra alla clinica universitario di Careggi, disposta - su richiesta del pm Boccia e anche su sollecitazione dell'avvocato difensore - nell'ambito dell'incidente probatorio disposto dal gip stesso per fotografare con la sua tempestività quella che era la condizione mentale dell'indagato a poche settimane dal delitto commesso.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.8513236:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pistoia/cronaca/2014/01/21/news/si-ho-ucciso-ma-adesso-sono-guarito-1.8513236]]

Gianluca Lotti si trova sempre recluso nel carcere di Prato, dotato di una sezione di massima sicurezza giudicata più idonea ad ospitarlo e a garantire la sua incolumità e quella degli altri detenuti. Era accusato di omicidio volontario  aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi, dal rapporto di coabitazione con la vittima e dalle recidiva specifica: non sopportava il fatto che la vittima, Massimo Tarabori, 53 anni, di Pescia, gli desse degli ordini e, per questo, a suo dire, già da giorni aveva deciso di ucciderlo.

Lotti era libero dall'ottobre 2013, dopo aver scontato la condanna a 16 anni, tra carcere e manicomio giudiziario, per aver massacrato, nel 1998, a colpi di spranga, la fidanzata, allora ventenne, a Pistoia. In procura è ancora aperta l'inchiesta per accertare eventuali responsabilità da parte di chi aveva deciso di dimettere Lotti dalla struttura protetta in cui si trovava prima di arrivare nella casa famiglia di Massa e Cozzile.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato