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Pistoia

delitto in casa famiglia

Il pm chiede 30 anni per Lotti, l'omicida di Massa e Cozzile

Gianluca Lotti subito dopo l'arresto
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Gianluca Lotti subito dopo l'arresto

Pistoia, Gianluca Lotti davanti al gip del tribunale: uccise a colpi d'ascia Massimo Tarabori, ospite come lui di una struttura che accoglie persone con disagio mentale

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PISTOIA. Davanti al gip del tribunale  Gianluca Lotti, il pluriomicida pistoiese in carcere dal 17 gennaio dello scorso anno per aver massacrato a colpi d'ascia il compagno di stanza in una casa famiglia di Massa e Cozzile. Il processo per rito abbreviato - dopo la richiesta del giudizio immediato presentata dal pm titolare dell'inchiesta  Luigi Boccia - è in corso davanti al giudice delle indagini preliminari del tribunale di Pistoia Roberto Tredici. Il pubblico ministero ha avanzato la richiesta di 30 anni di reclusione per Lotti, con le aggravanti prevalenti sull attenuante della seminfermità mentale.

  L'avvocato difensore dell'imputato, Cecilia Turco, ha chiesto e ottenuto che il processo fosse celebrato non davanti alla corte d'assise di Firenze ma per rito abbreviato davanti al gip, allo stato degli atti, al fine di poter usufruire dei benefici in termine di pena previsti dalla legge. La sentenza dovrebbe arrivare già in giornata.

Tra la documentazione su cui il giudice si baserà per prendere la propria decisione,  anche la perizia con cui Gianluca Lotti, 39 anni, è stato dichiarato semi-infermo di mente. La consulenza, eseguita dal professor Rolando Paterniti, psichiatra alla clinica universitario di Careggi, è stata portata a termine - su richiesta del pm Boccia e anche su sollecitazione dell'avvocato difensore - nell'ambito dell'incidente probatorio disposto dal gip stesso per fotografare con la sua tempestività quella che era la condizione mentale dell'indagato a poche settimane dal delitto commesso.

Gianluca Lotti si trova sempre recluso nel carcere di Prato, dotato di una sezione di massima sicurezza giudicata più idonea ad ospitarlo e a garantire la sua incolumità e quella degli altri detenuti. È accusato di omicidio premeditato aggravato dai futili motivi: non sopportava il fatto che la vittima, Massimo Tarabori, 53 anni, di Pescia, gli desse degli ordini e, per questo, a suo dire, già da giorni aveva deciso di ucciderlo.

Lotti era libero dall'ottobre 2013, dopo aver scontato la condanna a 16 anni, tra carcere e manicomio giudiziario, per aver massacrato, nel 1998, a colpi di spranga, la fidanzata, allora ventenne, a Pistoia. In procura è ancora aperta l'inchiesta per accertare eventuali responsabilità da parte di chi aveva deciso di dimettere Lotti dalla struttura protetta in cui si trovava prima di arrivare nella casa famiglia di Massa e Cozzile. (m.d.)

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