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Professore arrestato querela chi ha fatto l'esposto
L'uomo, che insegna all'istituto d'arte Petrocchi di Pistoia, messo agli arresti domiciliari con le gravi accuse di violenza sessuale, maltrattamenti e minacce nei confronti dei suoi allievi, ha a sua volta presentato una querela per calunnia
PISTOIA. Non ha nessuna intenzione di rimanere passivo e subire le accuse che gli vengono rivolte e che ritiene ingiuste e calunniose nei suoi confronti. Il professore di 57 anni dell’istituto d’arte Petrocchi messo agli arresti domiciliari con le gravi accuse di violenza sessuale, maltrattamenti e minacce, aveva sporto a sua volta denuncia per calunnia e diffamazione, ancor prima di essere messo agli arresti domiciliari, contro i suoi accusatori. L'interrogatorio di garanzia non è ancora avvenuto e molto probabilmente verrà effettuato fra sabato 21 e lunedì 23 marzo.
L’uomo, che vive in un comune della Valdinievole ed è difeso dall’avvocato Gualtiero Bracali con studio a Monsummano, è finito nel mirino della magistratura dopo che il pm Claudio Curreli nella sua richiesta di applicazione della misura cautelare ha fatto una lunga serie di verifiche circa anche la violenza sessuale che sarebbe consistita nel “massaggiare ripetutamente le spalle alle alunne e massaggiarle da tergo”; appoggiarsi con il proprio corpo a una alunna facendole sentire le proprie parti intime; spostare la maglia a un’altra per guardarle il seno; rimandarne a posto, dopo l’interrogazione, un’altra ancora dandole una pacca sul sedere; strusciare con la mano, in un’altra occasione, il seno della stessa ragazza.
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Contestato poi il reato di abuso dei mezzi di correzione: il 17 novembre 2014, avrebbe afferrato per il cappuccio e per i pantaloni uno studente e, sollevatolo dalla sedia, lo avrebbe spintonato fino alla finestra aperta facendolo sporgere (lui che soffre di vertigini) fino a metà sterno.
Vari i comportamenti tenuti che hanno portato alla contestazione del reato di maltrattamenti: l’aver irriso uno studente per la sua altezza, e una ragazza per i pantaloni che indossava; l’aver invitato un alunno a mostrare il pene per confrontarlo con il suo, a prenderne in giro un altro per le dimensioni che invece sosteneva avesse il suo membro; il chiamare gli alunni maschi “signorine”, oppure storpiare i loro cognomi; e poi la volta in cui avrebbe colpito uno studente all’inguine con un ombrello, quella in cui avrebbe invitato un’alunna a togliersi i pantaloncini perché così sarebbe stata meglio; e ancora il colpo di righello sul sedere di un’altra, gli schiaffi sulle spalle a svariati alunni, la strizzatina ai capezzoli di un ragazzo, il continuo mettere in imbarazzo le ragazze con insistenti sguardi ai loro decolleté e sederi...
Infine, i reati di violenza privata e minaccia per aver detto ai suoi studenti che li avrebbe bocciati se avessero raccontato ancora dei suoi comportamenti.
Tutte accuse che il professore ritiene calunniose nei suoi confronti e lo aveva già messo in evidenza già un paio di settimane fa sporgendo querela nei confronti di chi ha presentato l'esposto nei suoi confronti, accusandolo di diffamazione e calunnia.
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