Il Tirreno

Pistoia

I residenti anti-movida vogliono regole più ferree

I residenti anti-movida vogliono regole più ferree

Il Comitato del centro storico esclude al momento il ricorso a un’azione legale «Preferiamo il dialogo con il Comune. Intanto chiediamo più steward e vigili»

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PISTOIA. Continuano le lamentele e le richieste di provvedimenti ad hoc da parte dei residenti del centro storico per la tanto discussa “movida”, ora più che mai intense alle porte dell’imminente primavera. Dopo varie riunioni con l’amministrazione comunale, aspettano il nuovo regolamento per i dehors, gli spazi all’aperto davanti ai locali, e regole più ferree contro i rumori e la musica ad alto volume.

«Abbiamo più volte pensato di fare un’azione legale contro l’amministrazione, come è già accaduto in altre città d’Italia ma, per adesso preferiamo andare avanti con dialoghi aperti – afferma Andrea Sabatini, presidente del Comitato residenti centro storico – Oltretutto l’azione legale potrebbe protrarsi per un tempo eccessivamente lungo e noi vogliamo risposte immediate ed efficienti. Continuiamo a ribadire la necessità di quello che è un nostro diritto legittimo, ovvero il diritto al sonno e al riposo notturno in primis, oltre ad avere un centro storico pulito in cui vivere, libero da ogni sporcizia. Altrimenti, come misura estrema, abbiamo chiesto al sindaco il divieto per i gestori dei locali di mettere musica dopo la mezzanotte, senza ottenere risposta. Vogliamo avere delle soluzioni senza procedere necessariamente alle vie legali».

Tra le questioni più calde, oltre ad un regolamento per i dehors al fine di delineare lo spazio all’aperto fuori dal locale con chiodi topografici, anche la questione sicurezza e controllo attraverso gli steward, figure che dovrebbero “vigilare” nelle vie del centro storico, tenendo a bada gli schiamazzi della gente.

«L’unico aspetto positivo del Codice di autoregolamentazione (sottoscritto da gran parte delle imprese di somministrazione presenti in zona Sala e dintorni) approvato a luglio scorso è stato proprio la figura degli steward – continua Sabatini – ma noi abbiamo chiesto di aumentarne il numero (ne sono stati previsti 3) ed eventualmente di far sì che, accanto alla loro figura, ci siano dei vigili urbani nel caso in cui, ad esempio, ci fosse la necessità di chiedere dei documenti a qualcuno. Dato che non è possibile l’installazione di rilevatori di rumori per motivi tecnici e logistici, in quanto rileverebbero la rumorosità in generale, non potendo poi quantificare il livello di musica in ogni singolo locale, e difficile sarebbe la loro collocazione, abbiamo chiesto all’amministrazione di utilizzare quei soldi per aumentare il numero di steward ed affiancarli ai vigili urbani».

«Abbiamo fatto un percorso di audizioni di cittadini e commercianti il mese scorso, per raccogliere istanze e lamentele, soprattutto sui temi sicurezza, vie di fuga e definizione dello spazio dei dehors – risponde Riccardo Trallori, presidente della quinta Commissione comunale – Stiamo aspettando di avere tutto il materiale necessario per procedere e concludere, anche se siamo solo alla fase istruttoria. Poi il regolamento dovrà essere approvato dal consiglio comunale e dovrà riguardare l’intera città, non solo il centro storico».

Alessandra Tuci

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di Redazione web