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AnsaldoBreda, preoccupazioni in fabbrica
Assemblea dei lavoratori a Pistoia, i sindacati chiedono subito un tavolo nazionale unico a cui partecipi anche Hitachi
PISTOIA. «Un clima di preoccupazione ma anche di attenzione e lucidità» tra i lavoratori AnsaldoBreda e indotto, che stamani, giovedì 19, hanno preso parte all’assemblea organizzata da Fim, Fiom, Uilm e Ugl per discutere della cessione a Hitachi.
Le organizzazioni sindacali chiedono subito un tavolo nazionale unico, «con Hitachi coinvolta come soggetto primario». La preoccupazione più grande è rivolta «ai carichi di lavoro garantiti fino al 2016». Da lì in poi, nessuno finora ha dato garanzie. «La “gestazione” per le commesse – spiega Tiziano Fabbri, Ugl – va dai 18 ai 24 mesi. Hitachi deve dirci cos’ha in pancia adesso. Il rilancio può avvenire solo con i prodotti. Abbiamo bisogno di ulteriori commesse e per ora non c’è niente». Preoccupazioni anche sugli «oltre cento esuberi annunciati alle segreterie nazionali durante l’incontro del 24 febbraio».
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. «Su questo punto – continua Albano Tonioni, rsu Fiom Cgil– siamo all’oscuro di tutto. Dove avverranno? Chi toccheranno?». «Con molto rammarico – commenta Juri Citera, segretario Fim Cisl – dobbiamo prendere atto di essere stati lasciati soli ancora una volta. Il nostro sindaco ha avuto un lungo incontro con l'amministratore delegato di Hitachi Rail Europe, Alistair Dormer, e con l’ad AnsaldoBreda Maurizio Manfellotto, ma ad oggi aspettiamo ancora di sapere cosa è stato detto». L’incontro è quello del 3 marzo scorso, avvenuto subito dopo la visita di Dormer nello stabilimento di via Ciliegiole.
«Il tavolo romano – continua Citera – è fondamentale. Purtroppo il nostro lavoro termina nel 2016 e vogliamo capire da Hitachi quali sono le prospettive per il futuro», sia dei 300 lavoratori Breda, sia dei 2500 dell’indotto. «Non abbiamo dato un giudizio “Hitachi buona” “Hitachi non buona”. Chiediamo – sottolinea Citera - garanzie».
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«A distanza da un mese dalla svendita – incalza Fabbri, Ugl – il tavolo nazionale non è ancora arrivato. Lo vogliamo al più presto e con Hitachi in prima fila. Se c’è una cessione di ramo d’azienda si mantengono dei diritti ma – precisa – non sull’indotto. C’è un’operazione di dimagrimento in corso, che comprende anche gli esodi incentivati. Non possiamo permettere che ciò avvenga per poi aspettare Hitachi e consegnare un’azienda già “snellita”. Dormer – continua Fabbri – ha incontrato tutti, ma non noi».
Tuttavia, c’è da dire che le organizzazioni sindacali non hanno richiesto un incontro durante la visita dell’ad Hitachi a Pistoia. «Ora – sottolinea Fabbri – per la politica pistoiese va tutto bene, ma – ricorda – fino a pochi anni fa non era assolutamente così».
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