Il Tirreno

Pistoia

Abusi sulle alunne, agli arresti domiciliari

Abusi sulle alunne, agli arresti domiciliari

Arrestato dalla polizia insegnante dell’Istituto d’arte Petrocchi accusato di violenza sessuale, maltrattamenti e minacce

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PISTOIA. Una volta un seno sfiorato con la mano, un’altra una pacca sul sedere, oppure degli intensi abbracci da dietro. E ancora, sconvenienti massaggi alle spalle, magliette spostate per sbirciare meglio sotto le scollature, insistenti e imbarazzanti sguardi e apprezzamenti di natura sessuale e non.

Dopo mesi di indagini, nella mattinata di ieri la squadra mobile della questura di Pistoia ha arrestato un professore dell’Istituto d’arte Petrocchi di Pistoia. I poliziotti hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip Patrizia Martucci su richiesta del sostituto procuratore Claudio Curreli, titolare dell’inchiesta. Residente in Valdinievole, l'insegnante ha 57 anni: omettiamo le generalità in quanto il codice penale e le norme deontologiche vietano di scrivere particolari che possano rendere riconoscibili le vittime minorenni di violenze sessuali (fare il nome del professore porterebbe ad identificare le classi frequentate dalle ragazze coinvolte).

Il gip del tribunale ha condiviso la convinzione del pm che nei confronti del professore vi siano gravi indizi di colpevolezza per i reati di violenza sessuale ai danni di minorenni; maltrattamenti e abuso di mezzi di correzione; e anche di minacce e violenza privata, poiché, una volta saputo della denuncia che i suoi alunni avevano fatto contro di lui alla preside, aveva minacciato di bocciarli alla fine dell’anno scolastico se avessero parlato ulteriormente con la dirigente dei suoi comportamenti («So che avete paura di me, vi boccio tutti se parlate. Adesso diventerò cattivo davvero... Ho saputo che avete scritto alla preside che sono cattivo, ora lo sarò ancora di più, non dovete dire niente altrimenti mi arrabbio e vi boccio» avrebbe detto loro).

Le indagini della polizia hanno preso il via in seguito ad un esposto presentato dai genitori degli alunni e da alcuni rappresentanti di classe alla preside della scuola, Elisabetta Pastacaldi, il 12 novembre scorso. A suo volta, la dirigente aveva trasmesso immediatamente il tutto alla procura della Repubblica.

Scattata l’inchiesta, le complesse investigazioni, durate circa tre mesi, sono state portate a termine dalla Squadra mobile. Personale specializzato della "Sezione reati contro la persona, in pregiudizio di minori, prostituzione e reati sessuali" ha ascoltato tutti gli alunni presunti vittime dei comportamenti contestati all’insegnante, alla presenza di una psicologa in quanto minorenni, e i genitori che avevano firmato l’esposto: per un totale di circa 40 persone.

Ciò ha permesso di dare riscontro ai fatti denunciati e di definire un quadro di gravi indizi di colpevolezza che è stato alla base della misura cautelare nella mattinata di ieri. Il gip ha accolto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dal pm, ritenendola sufficiente ad impedire eventuali reiterazioni del reato.

Già dopo la denuncia presentata da genitori e rappresentanti d'istituto alla preside, l’Ufficio scolastico regionale per la Toscana aveva provveduto a sospendere l’insegnate in via cautelare, per poi reintegrarlo in servizio agli inizi di febbraio, una volta scaduti i termini massimi previsti per la misura disciplinare.

Comunque, già prima della denuncia nei suoi confronti, l’insegnate, intuito ciò che stava per accadere, aveva presentato in procura contro i suoi accusatori, tramite il proprio avvocato, una querela per il reato di calunnia.

Massimo Donati

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