Il dolore
AnsaldoBreda, trasferimenti a Napoli e Reggio e incentivi all’esodo per gli impiegati
Pistoia, i sindacati chiedono all’azienda di non effettuare azioni unilaterali. In corso alcuni tentativi di conciliazione
PISTOIA. Sono in corso i tentativi di conciliazione in sede sindacale. Se non sarà trovato accordo il passo successivo sarà la vertenza legale. Sono diversi gli impiegati AnsaldoBreda a cui l’azienda ha prospettato il trasferimento nei siti produttivi di Napoli o Reggio Calabria e che gli amministrativi non hanno intenzione di accettare. Hanno ricevuto nei mesi scorsi comunicazione di trasferta in altro sito (poi diventata trasferimento dopo alcune settimane di permanenza).
A questi si aggiungono, dice il sindacato Ugl per voce del rappresentante territoriale Tiziano Fabbri, «una ventina di esodi incentivati tra gli impiegati da inizio anno». «La sensazione - afferma Fabbri - è che sia in atto un “dimagrimento” in vista della cessione ad Hitachi. Esodi incentivati e trasferimenti che potrebbero diventare esuberi».
«AnsaldoBreda - commenta Marco Fontana, Rsu della Fim Cisl - dica tutto quello che ha intenzione di fare. L’azienda sostiene che non tutti i dipendenti saranno conferiti in Hitachi, che una parte saranno lasciati a seguire vecchie commesse, ma nessuno ha spiegato esattamente cosa vogliono fare e come».
AnsaldoBreda si è mossa coi singoli interessati. Il timore tra i lavoratori - che i sindacati vorrebbero fugare - è che si sia davanti «non a una logica industriale ma di esubero».
«AnsaldoBreda - afferma Fabbri - vuole alleggerire i siti produttivi, ma è tutto abbastanza confuso. Sappiamo che Hitachi ha promesso di mantenere i livelli occupazionali, il sospetto è che il dimagrimento lo metta in pratica AnsaldoBreda. Di fatto si stanno incentivando le persone ad andare via. E agli amministrativi stanno arrivando lettere che comunicano trasferte in altri siti. Tra i dipendenti c’è subbuglio. Che sia in atto uno snellimento è chiaro, vorremmo non diventasse un gioco al massacro. Se il trasferimento non viene accettato uno può acconsentire anche all’esodo incentivato...».
«L’azienda - spiega Fontana - sta motivando le trasferte con la riorganizzazione dei vari siti del gruppo. D’altra parte, i dipendenti hanno firmato la possibilità di trasferimento. Noi, insieme agli altri sindacati, chiediamo l’apertura di un tavolo nazionale a Roma. Ad AnsaldoBreda diciamo: non anticipate le mosse, definiamo tutto in un accordo, e per quanto ci riguarda il nostro slogan è “nessun lavoratore rimane a piedi”».
Le trasferte vengono motivate quindi con la necessità di riorganizzare? «Sì - risponde Juri Citera, segretario provinciale della Fim Cisl - Se l’azienda ha un ufficio con sede principale a Napoli e sede distaccata a Pistoia, può valutare che quel distaccamento non gli è più funzionale. È successo con il service, ad esempio, un anno e mezzo fa».
«L’azienda - prosegue Fontana - informa l’impiegato che ha necessità di sfruttare la sua mansione a Napoli o Reggio Calabria, perché lì ha l’organico che segue quelle commesse. Si parla di trasferta, il problema è che poi subentra il trasferimento. E siccome c’è in ponte la vendita ad Hitachi, i lavoratori temono esuberi più o meno mascherati».
Intanto oggi, giovedì 19 marzo, in via Ciliegiole è in programma un’assemblea. I 15 giorni annunciati da Finmeccanica dopo l’annuncio della cessione di AnsaldoBreda ad Hitachi per la presentazione del piano industriale da parte del colosso cinese sono trascorsi. «Aspettiamo a gloria - conclude Fabbri - la convocazione di un incontro dei nostri rappresentanti territoriali e nazionali con Finmeccanica, AnsaldoBreda e Hitachi. Ad oggi, abbiamo commesse fino a tutto il 2016».
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