La protesta
Esposto alla procura contro l’Asl di Pistoia
QUARRATA. «Presunti danni erariali causati dall’Asl 3 di Pistoia e presunta malversazione ai danni dello Stato». L’affaire Caselli approda in procura, con l’esposto depositato ieri dal Comitato...
QUARRATA. «Presunti danni erariali causati dall’Asl 3 di Pistoia e presunta malversazione ai danni dello Stato». L’affaire Caselli approda in procura, con l’esposto depositato ieri dal Comitato #salviamoilcaselli. Tre pagine in cui i firmatari Gianni Nocera, Marco Monaco, Lorenzo Rossomandi, Rita Fantechi e Renata Fabbri evidenziano la gestione «colposamente negligente» dell’ex ospedale di via Larga da parte dell’azienda sanitaria pistoiese, che avrebbe portato a un danno per le casse pubbliche.
Non solo, nell’esposto si parla anche di «ipotesi di reato nella gestione dei finanziamenti statali». Gli accertamenti chiesti dal Comitato quarratino sono sui soldi arrivati da ministero e Regione, che sarebbero dovuti servire per realizzare la Casa della Salute a Quarrata, prevista, solo fino a pochi anni fa, proprio nell’ex ospedale Caselli. Si tratta, nello specifico, dei 425.000 euro arrivati dallo Stato e del «cofinanziamento regionale da 3 milioni di euro» smistato fra tre aziende sanitarie - tra cui quella di Pistoia- destinate alla realizzazione delle Case della salute.
«Di queste risorse già assegnate – scrivono i cittadini nell’esposto – la Asl 3 non fa mai menzione, neanche nella richiesta di chiarimenti da parte della Commissione d’inchiesta della Regione, insediatasi il 24 marzo 2014».
L’incapacità aziendale sarebbe avvalorata, secondo il Comitato, dal direttore generale dell’Asl 3 che «ammette addirittura (in seguito al richiamo regionale, ndr) di aver commesso alcuni errori». È il caso, ad esempio, dei 425.000 euro inizialmente non menzionati.
Oltre all’aspetto delle risorse assegnate da Stato e Regione, il Comitato pretende chiarezza anche su eventuali danni erariali. L’azienda sanitaria infatti, si legge nell’esposto, nel 2012 ha speso oltre 20.000 euro per gli incarichi di progettazione dell’impianto elettrico e per le prove geologiche relative alla ristrutturazione del Caselli, che dal 2011 è ridotto a un guscio vuoto in stato di abbandono. Nel 2003/2004 inoltre, vennero eseguiti dei lavori di ristrutturazione per garantire la messa a norma dell’ex ospedale, ma nel 2011 l’edificio è stato dichiarato non agibile. (b.f.)
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