Attenzione
Finti poveri per avere i contributi scolastici
La Finanza ha scoperto tre casi: nelle autocertificazioni si erano “dimenticati” gli edifici di proprietà
QUARRATA. Sono stati scoperti a “fingersi poveri” dalla guardia di finanza di Pistoia: sono tre capifamiglia i quali avevano rilasciato false autocertificazioni per ottenere contributi dai Comuni in cui erano residenti: Quarrata in due casi e San Marcello nel terzo.
Una notizia che, purtroppo, non sorprende, visti i dati sui controli del 2014, che hanno fatto emergere una triste realtà di furbetti, dove un'attestazione Isee falsa su due, ai danni di chi ha davvero bisogno.
A San Marcello i finanzieri della compagnia di pistoia hanno scoperto che un capofamiglia aveva dichiarato un reddito inferiore a quello realmente percepito, in modo da ottenere dal comune un sussidio per il diritto allo studio del figlio. Però, incrociando le risultanze delle banche dati, le fiamme gialle hanno scoperto che lo stesso richiedente era proprietario di quattro immobili e di cinque terreni che, se fossero stati dichiarati nella certificazione, lo avrebbero escluso dai contributi comunali (ai danni, non dimentichiamolo, di una famiglia più bisognosa).
Poi i due casi di Quarrata. Nel primo i finanzieri hanno scoperto che, sempre per accedere al contributo per il diritto allo studio, una persona aveva dichiarato di non essere proprietaria di abitazioni. Nella realtà, invece, lo stesso era proprietario di due immobili a Napoli, affittati per la cifra di 12.000 euro all’anno.
Nell’altro caso quarratino un richiedente aveva ottenuto il contributo economico sociale in modo indebito, visto che dai successivi controlli è emerso che lo stesso è risultato titolare di un appartamento concesso in affitto che, però, non era stato dichiarato nell'istanza di concessione.
I rispettivi uffici comunali, dopo le segnalazioni della guardia di finanza, hanno inziato a recuperare le somme erogate.
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