Sicurezza
Allarme della Cna: «Occorre fare presto»
Pistoia, per l’associazione i tempi della politica per il progetto di riqualificazione sono troppo lunghi e gli esercenti della zona rischiano di chiudere. Chiesta una riduzione delle volumetrie commerciali
PISTOIA. «Le attività commerciali della zona dell’ex ospedale del Ceppo stanno chiudendo e un progetto definito, che fornisca tempi di realizzazione certi, ancora non esiste».
Il consiglio comunale pistoiese ha approvato nella serata di lunedì la delibera sull'«accordo di programma per la rigenerazione dell'area del Ceppo», ma i commercianti della zona non sono assolutamente tranquilli e reclamano interventi immediati e una drastica riduzione delle volumetrie degli spazi destinati a commerciale.
A lanciare l’allarme all’indomani dell’approvazione dell’accordo di programma è Lucia Salfa, presidente dell'area territoriale di Pistoia e Serravalle della Cna, che ha raccolto il malcontento dei commercianti dell’area dell'ex Ceppo, preoccupati dei tempi di realizzazione del progetto di recupero dell'area.
«Pur esprimendo soddisfazione – commenta la presidente – per il voto di lunedì, che ha visto la maggioranza approvare l'accordo di programma sulla riqualificazione dell'area, non possiamo evitare di far presente il grande disagio che stanno vivendo i vari commercianti della zona. C'è un forte timore che il dibattito politico che da tempo si è innescato non faccia che rallentare ulteriormente un intervento che oramai non è più rimandabile».
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La Cna sostiene infatti che, da quando i servizi ospedalieri si sono trasferiti nella nuova struttura del San Jacopo, le attività commerciali della zona dell’ex ospedale del Ceppo hanno visto drasticamente ridurre le loro entrate.
«Sono molti i negozi che nell'area, che comprende varie parti centrali della città come via Pacini, via San Marco, San Bartolomeo e San Lorenzo, hanno dovuto chiudere, mentre quelli che ancora resistono non potranno andare avanti per anni. Oltre al problema della riduzione delle attività quotidiane, l'area risente inoltre di un grande problema, l'assenza di parcheggi».
Il grido d’allarme di Lucia Salfa è forte. «Stiamo attendendo con impazienza - continua - un progetto che dia qualche speranza per il futuro» a chi lavora nel commercio in quella zona nevralgica del tessuto urbano.
«Ci rendiamo perfettamente conto della necessità di costruire un progetto condiviso e di ampio respiro, che possa resistere nel tempo e riqualificare definitivamente una parte della città ricca di storia e di bellezza. Questo però non significa che i tempi debbano essere biblici. Sono necessari interventi immediati».
Insomma, bsogna fare in fretta. Ma non è tutto.
La Cna esprime anche dei dubbi su alcuni punti dell'accordo di programma, là dove si fanno previsioni che vedono la destinazione di alcuni edifici ad uso commerciale.
«Si tratta di previsioni - afferma la Cna provinciale - che non vanno nella direzione di tutelare le attività esistenti e che appaiono irrealistiche alla luce dell'attuale situazione economica. La richiesta da parte dell'associazione nei confronti del Comune è quindi quella di tutelare le attività commerciali esistenti, alcune delle quali sono parte integrante della storia della città stessa».
Dunque, l’approvazione dell’accordo di programma con la Regione non sembra essere il capitolo conclusivo della tribolata storia del trasferimento dell’ospedale dal Ceppo alla zona del Campo di volo.
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