Gioco
Usa su Facebook la foto di una ventenne per adescare uomini più giovani
55enne denunciata per sostituzione di persona e violazione della privacy: rischia fino a 3 anni
PISTOIA. La foto che apriva la pagina Facebook era quella di una studentessa ventenne, e con quella attirava l'attenzione di giovani uomini di 25-30 anni. Ma dall'altra parte della tastiera, a portare avanti conversazioni mai sfociate in un vis a vis sulla web cam, c'era una 55enne. Una donna di Chieti probabilmente insoddisfatta del suo mondo di contatti virtuali e del suo aspetto, che ha catturato l'immagine di un'altra. Il rischio per lei, adesso, è una pena compresa tra sei mesi e tre anni se il giudice la riterrà colpevole dei reati seguiti alla denuncia: sostituzione di persona e violazione della privacy.
Dopo alcune settimane, la studentessa, del 1995, residente a Pistoia, si è accorta che su Facebook era presente un profilo con le sue foto e un altro nome. Ha immediatamente sporto denuncia alla Polizia postale. "Oltre all'evidente sorpresa e alla rabbia per la sostituzione di persona - commenta il sostituto commissario Giuseppe Ferraro - temeva che potessero sorgere problemi concreti, con alcuni degli interlocutori della donna che usava la sua immagine. "Se ne trovo per strada uno con cui ha litigato?", ci ha detto. Il reato di sostituzione di persona - spiega Ferraro - è regolato dall'articolo 494 del Codice penale, e prevede fino a un anno di reclusione. La violazione della privacy dall'articolo 167 del Decreto legislativo 196/2003 e prevede fino a due anni di reclusione. Le pene dei due reati possono essere "sommate" e portare dentro la persona giudicata colpevole per a tre anni". Non sarà forse il caso della 55enne di Chieti, annoiata e in cerca di emozioni, ma il consiglio della Postale è di evitare "giochi" del genere. "I tempi delle indagini non sono brevissimi. Anche in questo caso abbiamo dovuto fare tre decreti all'autorità giudiziaria. La società Facebook ha sede in California, e ha 60 giorni di tempo per rispondere alla nostra richiesta, ma in genere tutte queste società (Twitter, Facebook, etc.) sono molto collaborative e arriviamo a individuare e denunciare i responsabili".
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