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Pistoia

Una chiesa stracolma per Catia

Una chiesa stracolma per Catia

L’ultimo saluto alle Casermette per la mamma di nove figli uccisa da un male incurabile a 53 anni

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PISTOIA. Una commozione composta, un dolore metabolizzato. Nella chiesa di San Michele Arcangelo alle Casermette non entra più neppure uno spillo, «Perché Catia è diversa, la sua famiglia è diversa», dice nell'omelia don Cesare Tognelli, senza aggiungere altro ma con la consapevolezza che in quella chiesa gremita, tutti comprendono la tragedia di una mamma di 53 anni che lascia nove figli e il marito. "Questa funzione è cominciata nel modo giusto" dice don Cesare circondato da ben quattordici altri parroci di Pistoia arrivati alle Casermette per concelebrare il rito funebre di Catia Breschi la mamma di Luca, Paolo, Ettore, Sara, Michele, Daniele, Serena, Isacco, Ester, in ordine di età fra i 32 e i 5 anni.

«Dobbiamo dire grazie al Signore e grazie a Catia e alla sua famiglia - continua don Cesare - Catia ha completato il suo progetto, ha completato il suo programma ed è entrato nella grazia di Dio. Non è facile spiegarlo a chi le è intorno se non con la fede e io che ho conosciuto Catia in questi ultimi giorni posso dire che se ne è andata serena». Alla compostezza della famiglia Niccolai, il marito Alfredo 61 anni, ha salutato i tanti amici accorsi in via della Quiete con una stretta di mano e un sorriso, quasi fosse lui a dover confortare gli altri in questo triste giorno, si è aggiunta quella delle centinaia di persone che hanno partecipato alle esequie anche se non tutti sono riusciti a trattenere le lacrime e c'è chi ha stretto fra le mani il cartoncino commemorativo con la foto di Catia Breschi ed ha alzato gli occhi al cielo.

«E' un evento speciale ed ecco perché ho chiesto ai miei fratelli di essere qui presenti con me per concelebrare questa funzione - dice don Cesare con la voce che tradisce la commozione - Ho scelto le Beatitudini del Vangelo per questa è una festa, dobbiamo essere consapevoli che Catia ha fatto il suo percorso e adesso è col Signore».

Catia Breschi era titolare dell'omonima tipografia di via Poggiali (zona Villa Maria) ed è morta nella notte tra lunedì 9 e martedì 10 marzo, sconfitta da un male incurabile che le si è manifestato solo pochi mesi fa. La notizia ha fatto presto il giro del quartiere delle Casermette dove la famiglia Niccolai è molto conosciuta. I manifesti funebri poi, con la foto sopra di Catia sorridente, affissi lungo le principali vie della zona hanno fatto sì che la chiesa di San Michele Arcangelo riuscisse a contenere a stento le centinaia e centinaia di persone che hanno voluto dare l'ultimo saluto alla cinquantatreenne, stringendosi intorno a quei suoi nove figli, seduti composti in prima fila e al marito che ha parlato di unità e serenità quali elementi fondamentali per superare, o forse per contenere, il grande dolore di questi giorni per la perdita di «quella gran donna di Catia».

E così in una mattinata dal clima quasi primaverile è partito l’ultimo viaggio di una donna che ha lascaito nove figli che la ricorderanno sempre e tramanderanno ai loro figli e nipoti il ricordo di mamma Catia che a loro non ha mai fatto mancare nulla e che ora li segue dal cielo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa