Il Tirreno

Pistoia

Mette in casa di un fidanzato violento un fucile per farlo denunciare

Una volante della Polizia di Stato (foto Gori)
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Una volante della Polizia di Stato (foto Gori)

La ragazza si era confidata con il 24enne, che secondo gli inquirenti è anche l'autore di una rapina nei confronti del presunto stalker. Arrestati sia lui che il fidanzato, colto in flagranza di reato

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PISTOIA. Nella tarda mattinata di mercoledì 11 marzo, la Polizia di Pistoia, al termine di un'articolata e complessa attività investigativa, ha tratto in arresto D.H., 24 anni, appartenente alla comunità rom stanziata sul territorio pistoiese, dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Pistoia su richiesta del pm Fabio Di Vizio che ha coordinato le indagini. I reati contestati al giovane sono rapina aggravata, calunnia, ricettazione e porto illegale di arma da fuoco.

L’arresto di ieri è l’atto conclusivo di una più ampia vicenda. Nella serata del 5 dicembre un giovane extracomunitario venne aggredito e rapinato da due uomini (col volto coperto) mentre si trovava appartato in macchina con la sua compagna. La Squadra mobile della Questura di Pistoia avviò le prime indagini che ben presto aprirono uno scenario ben più complesso e inquietante. Infatti, alcuni giorni dopo la rapina e mentre gli investigatori stavano battendo alcune piste legate al mondo della malavita pistoiese, arrivò loro una notizia confidenziale con la quale si riferiva che all’interno dell’abitazione dell’uomo rapinato, si trovava un fucile detenuto illegalmente. La Mobile ha trovato effettivamente l’arma all’interno della casa ma fin da subito le modalità con cui era pervenuta la notizia e la scena del ritrovamento sono apparse alquanto strane e hanno indotto dubbi sulla genuinità del contesto. Una più attenta valutazione ha permesso, in un breve lasso di tempo, di capire che la donna con cui si trovava il giovane rapinato al momento dell’aggressione era in realtà da tempo vittima di gravi atti persecutori da parte dello stesso.  Si era confidata con D.H., che nel frattempo aveva conosciuto, e questi gli aveva promesso che si sarebbe occupato personalmente della faccenda dando una lezione all’uomo per renderlo inoffensivo. Così, prima aveva messo in atto l’aggressione e la rapina in macchina e poi, visto che tale gesto non era stato servito a far desistere l’extracomunitario dal suo attaccamento verso la donna, aveva concertato di eliminarlo dalla scena mettendo nella sua abitazione un fucile da caccia rubato, della cui presenza aveva poi riferito agli organi di polizia. Tutte attività sulle quali la donna era stata preventivamente messa a conoscenza.

L’esperienza e le capacità di cogliere le sfumature, suffragate poi da concreti elementi indiziari, ha permesso agli investigatori della Squadra mobile di ricostruire la complessa vicenda e di reperire gli elementi probatori che hanno consentito al pm di richiedere e ottenere dal Gip la misura cautelare in carcere a carico della persona che è stata arrestata ieri. Anche la donna risulta indagata in stato di libertà per concorso negli stessi reati. Nel frattempo anche il giovane extracomunitario, autore degli atti persecutori nei confronti della donna, è stato arrestato dalla Squadra mobile nella flagranza di reato ed è attualmente sottoposto a una misura cautelare che gli impedisce di avvicinarsi alla sua vittima.

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di Redazione web