Sicurezza
Al lavoro anche cinquanta profughi
Hanno aiutato gli operai del Comune a ripulire il parco del Villone Puccini
PISTOIA. Fra le tante ferite aperte in città dopo la tempesta di vento dei giorni scorsi, una delle più sanguinanti è quella di villa Scornio, il villone Puccini. La situazione di alberi e vegetazione abbattuta ha fatto cambiare l’aspetto della zona e, in queste ore, i pini sradicati dal terreno devono essere trasportati altrove. Così, da ieri mattina, nella zona oltre ai dipendenti dei cantieri comunali ci sono anche 50 profughi, in particolare i richiedenti asilo de Le Piastre, che danno una mano nello spostare rami ed alberi oramai tagliati.
«Il tempo di organizzarci ed abbiamo dato fin da giovedì la disponibilità all’amministrazione comunale per dare una mano – commenta Fabiano Pesticcio, presidente della cooperativa Gruppo Incontro – mettendo a disposizione attività di volontariato nelle zone maggiormente colpite della città perché ci sembrava opportuno fornire il nostro aiuto. Il Comune ci ha indicato il Villone Puccini per prestare la nostra opera che, ovviamente, arriva dopo il lavoro di abbattimento degli alberi già fatto dalle ditte specializzate. E’ rimasta da fare la pulizia e lo smaltimento: per questo ci sono i profughi, i ragazzi di varie comunità terapeutiche e gli operatori del servizio civile».
E così, da ieri, accanto al rumore delle motoseghe che risuonano in tutto il quartiere Scornio, è facile ascoltare anche vari dialetti e lingue nord-africane visto che i profughi si sono dati da fare, a mani nude e anche senza guanti, per spostare gli alberi abbattuti. «Per tutti loro è importante dare una mano – aggiunge Federico Grasso della cooperativa Arkè – è venuta naturale questa collaborazione concreta e mi sembra che sia la dimostrazione che tutti insieme si può svolgere al meglio un servizio di volontariato con un forte senso di partecipazione».
Saverio Melegari
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