Il Tirreno

Pistoia

Il dramma dei vivai Colpite mille aziende 300 milioni di danni

«Questa batosta arriva su un settore già provato dalla crisi» Le associazioni si rivolgono alle istituzioni: stateci vicine

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PISTOIA. Dopo la tempesta di vento che si è abbattuta su Pistoia, ora le aziende vivaistiche contano i danni. Troppi purtroppo e non facili da quantificare in così poco tempo. «Facendo un discorso molto ottimistico, le aziende colpite potrebbero essere il 90% su tutto il nostro territorio, dubito che ci sia una sola zona del comune di Pistoia non interessata dalle raffiche di vento – dice Francesco Mati, proprietario dell’omonima azienda vivaistica - Ieri, quando il presidente della Regione Enrico Rossi ci ha fatto visita, avevamo parlato di 100milioni di danni, ma oggi i dati sono molto più allarmanti e purtroppo sempre più in aumento: si contano ben 300milioni di danni su tutto il territorio pistoiese costituito da circa 1300 aziende, destinati a crescere non appena avremo la quantificazione precisa. Sono state distrutte e danneggiate decine di migliaia di piante, serre, tunnel, capannoni ed impianti. Un disastro enorme, non ho parole per esprimere la gravità di ciò che è successo. Ieri sono andato a San Pierino Casa al Vescovo dove abbiamo un vivaio e ho visto strappate dalla terra grosse piante dal valore di 500euro ciascuna; è come se fosse stata effettuata una zollatura fuori tempo e non è detto che la pianta si riprenda».

Mati non nasconde la propria preoccupazione sull’eventuale chiusura di qualche azienda: «È molto probabile, purtroppo. In un momento storico “normale” dove le aziende producono bene, pagati contributi e imposte, gli utili che rimangono possono essere reinvestiti. Noi veniamo da cinque anni di una crisi senza tempi con una grossa perdita di fatturato. Le aziende hanno subito una serie di aumenti burocratici e fiscali, in un momento in cui non guadagnavamo ma perdevamo fatturato. Come si fa ad andare avanti? C’erano dei piccoli segnali di ripresa ma è arrivata una mazzata tra capo e collo di questo tipo e adesso diventa tutto più difficile. In un momento così difficile abbiamo bisogno di sentire vicini il sindaco, la Regione, lo Stato, perché di realtà come quella pistoiese non ce ne sono in Europa. E non mi riferisco solo alla bellezza paesaggistica che ci circonda, ma anche al fatto che il settore vivaistico dà lavoro a 12mila persone su tutto il territorio».

Intanto, Coldiretti, Cia e Confagricoltura lanciano un appello alle istituzioni affinchè le aziende piegate da questa precarietà non siano lasciate sole. «È ancora difficile quantificare i danni, i tecnici stanno monitorando il territorio e abbiamo fatto appello alla presidente della Provincia Federica Fratoni per chiedere lo stato di calamità naturale – spiega Vincenzo Tropiano, direttore Coldiretti Pistoia - Continuano ad arrivare segnalazioni man mano che le piante vengono tirate su, ma ci vorrà ancora un paio di settimane per fare una stima dei danni. I danni ci sono e sono tanti, le aziende danneggiate sono circa un migliaio, ma parlare di possibili chiusure mi sembra prematuro e anche brutto».

Alessandra Tuci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web