Gioco
Amianto, trasferiti 180 alunni di Montale
La scuola di Stazione era stata scoperchiata. Caduti frammenti di eternit anche in molte altre zone
PISTOIA. Frammenti di amianto che rilasciano veleno. Dopo che le raffiche di vento hanno sradicato diverse porzioni di tetti in eternit, occorre intervenire rapidamente per bonificare le aree colpite. Tra i casi peggiori c’è quello del plesso scolastico di Stazione. La protesta per la struttura indecorosa, e pericolosa, in cui sono costretti a stare quasi duecento studenti, va avanti da almeno 15 anni. Sia il tetto che le pareti perimetrali contengono amianto. Il plesso era già stato scoperchiato dal vento nel 2006. Giovedì un’altra emergenza. Le lastre in eternit a copertura della materna sono state distrutte dalle raffiche. Quelle delle elementari sono state danneggiate dalla caduta di un albero. Ieri il sindaco di Montale, Ferdinando Betti, ha firmato un’ordinanza di sospensione dell’attività educativa per i 180 iscritti alla primaria e alla scuola d’infanzia di Stazione. «Nel corso della prossima settimana i bambini saranno trasferiti in altre scuole del territorio» spiega Betti. Potrebbero restare nelle strutture alternative per molto tempo. «Già lunedì sera abbiamo intenzione di fare un’assemblea con i genitori per valutare le soluzioni migliori». Il 9 marzo resterà chiusa anche la primaria Nerucci, in via Spontini. Una parte del tetto in amianto dello spazio culturale adiacente è stata infatti danneggiata dal vento.
La conta dei danni continua a crescere nell’intera Piana. A Agliana, in via Lungo Calice, c’è chi da giovedì mattina è costretto a vivere con centinaia di frammenti di eternit sparsi nel giardino. «Abbiamo chiamato tutti, dal Comune al Cis, ma non è venuto nessuno» denuncia Salvatore Fortunato, residente della zona al confine con Prato. Le lastre di amianto, fino a giovedì notte erano il tetto del suo fienile. Segnalazioni sull’eternit anche da Quarrata. Daniele Manetti, dei Comitati civici della Piana, denuncia presenza di frammenti lungo viale Montalbano. Provengono da un capannone dismesso, a pochi metri dal ponte sullo Stella. In quest’area sono stati ritrovati anche dei sacchi sospetti. «Potrebbero contenere lana di roccia». Intanto dal Cis ricordano che i cittadini possono ritirare il kit (20 euro) per confezionare il materiale caduto in area privata, andando alla sede di via Tobagi, Montale. La rimozione da parte dell’azienda però, non potrà avvenire nell'immediato, come accade per le aree pubbliche.
Beatrice Faragli
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