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Pistoia

Pistoia, la città è ferita danni per cento milioni

Pistoia, la città è ferita danni per cento milioni

Centinaia di alberi caduti per il vento sui cavi dell’energia elettrica Gran parte delle frazioni senza luce. Distrutti i pini di piazza del Carmine

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PISTOIA. Oltre cento milioni di euro di danni, in una notte dominata dal vento. Quando le raffiche hanno aumentato d’intensità, nei letti si è rinunciato a prender sonno. Il tam tam sui social ha dato sfogo alle paure di migliaia di persone chiuse nelle camere mentre il grecale faceva cadere tegole dai tetti, spostava vasi sui terrazzi e nei giardini, infrangeva vetri, distruggeva grondaie, scoperchiava tetti e sdradicava centinaia di alberi, provocando un black out energetico per i cavi tranciati dalle piante cadute.

Pistoia è stata la provincia toscana più colpita, e con essa il suo comune capoluogo. Una città ferita, l’ha definita il governatore Enrico Rossi, che l’ha visitata per prima dopo aver dichiarato lo stato di emergenza. Dalla notte un centinaio di persone tra operai dei cantieri comunali, volontari della Croce rossa e della Vab, coordinati dalla Protezione civile, sono stati impegnati nel fronteggiare i danni, coadiuvati dai vigili urbani, dai vigili del fuoco e dai tecnici degli uffici comunali. Ed è stato chiaro che, con le sferzate di vento che raggiungevano i 130-150 chilometri orari ed erano destinate a proseguire (secondo le previsioni meteo) fino al pomeriggio successivo, il prezzo da pagare per Pistoia sarebbe stato elevato. Cento milioni di euro (stima iniziale), per i privati cittadini e per le imprese. Vivai in testa.

L’immagine simbolo della notte di devastazione è piazza del Carmine, dove tutti i pini sono stati abbattuti dal vento. Un paio di piante sono rimaste “sospese” nella loro caduta, frenate dai palazzi attorno. Le altre hanno schiacciato le auto in sosta davanti alla piazza. Ma in tutto il centro, da via Sestini a viale Adua, a viale Matteotti e viale Arcadia, dal mattino il traffico è stato deviato per consentire le operazioni di rimozione degli alberi caduti.

Non c'è un quartiere che sia rimasto indenne dopo la tempesta di vento. La circolazione dei principali viali cittadini ha cominciato a tornare regolare attorno alle 12,30.

Alle cinque del mattino il sindaco Samuele Bertinelli ha comunicato attraverso il proprio sito, twitter e facebook la decisione di tenere chiuse le scuole di ogni ordine e grado. Dal Comune e dalle centrali di polizia e carabinieri è arrivato l’invito, rivolto a tutti, a non uscire di casa se non in casi strettamente necessari, e a tenersi lontani dai cornicioni. Centinaia le telefonate ricevute dai pompieri e dalla questura. Per fronteggiare la situazione, la sala operativa della direzione regionale dei Vigili del fuoco ha chiesto risorse aggiuntive al Centro operativo nazionale. Nonostante la terribile nottata, nessuna persona è risultata essersi ferita in modo grave dagli alberi, dalle tegole o da altri oggetti sollevati dal vento. Alcune famiglie hanno preferito lasciare le loro abitazioni, danneggiate ai tetti o agli infissi, ma non vi sono state evacuazioni forzate.

Il vento ha scoperchiato il tetto dell’officina del Copit, in via Ciliegiole, distrutto i gazebo del fruttivendolo in via Cellini e il mercatino di Campagna amica sul viale Adua. Segnalati (tra gli altri casi, alla scuola materna di Stazione, e in via Vecchia Oliveto a Pistoia) tetti di amianto andati in pezzi che sono volati nelle strade. Una situazione pericolosa.

Il traffico è rimasto interrotto diverse ore per consentire la rimozione delle piante cadute e dei detriti sulla via Fiorentina, da Sperone fino al confine con Quarrata.

Nella notte è caduto un albero sulla superstrada, all’altezza dell’uscita di Pistoia centro, e sono state necessarie diverse ore per ripristinare la circolazione. Chiusa al mattino per gli alberi caduti anche la Porrettana all’altezza del Signorino.

L'Asl ha aperto, affidandola al direttore sanitario Lucia Turco, un'Unità di crisi nella sede del 118 per seguire l'emergenza dovuta al forte vento.

Gran parte dei pistoiesi ha dovuto fare i conti con l’assenza di energia elettrica, acqua e riscaldamento. Nel pomeriggio erano ancora 23.000 le utenze senza luce in provincia. Enel ha schierato in tutta la Toscana 600 uomini, a cui si sono aggiunti 150 operativi delle ditte esterne. Cento i gruppi elettrogeni installati. Nella provincia di Pistoia le zone più colpite, con disservizi diffusi e a macchia di leopardo, sono state alcune aree della piana pistoiese, San Marcello Pistoiese, Marliana, Piteglio, Pescia, Cutigliano, Quarrata, Sambuca Pistoiese.

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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