Attenzione
Rimpianti bipartisan per il vecchio nome
PISTOIA. Non si sa ancora quando, ma succederà presto: dallo stabilimento di via Ciliegiole sparirà l’insegna “AnsaldoBreda” e arriverà quella nuova, “Hitachi”. Se qualcuno si era fatto delle...
PISTOIA. Non si sa ancora quando, ma succederà presto: dallo stabilimento di via Ciliegiole sparirà l’insegna “AnsaldoBreda” e arriverà quella nuova, “Hitachi”. Se qualcuno si era fatto delle illusioni, ci ha pensato martedì il responsabile del gruppo per l’Europa, Alistair Dormer. Lo ha chiamato “rebranding”, ma la sostanza è quella: addio Breda. Sparisce così un nome nato nel Dopoguerra (l’atto di nascita di Breda Ferroviaria è del 1952 a Milano) e consolidatosi dal 1969 a Pistoia. Anche se dal 2000 il cavallino di Francesco Baracca era già sparito dalle fiancate dei treni e dalle tute degli operai, sostituito dal più anonimo AnsaldoBreda.
Sui social media diversi i commenti su questo passaggio (a suo modo) storico per Pistoia. Tra questi spiccano due consiglieri comunali, di opporte posizioni politiche ma consonanti sul tema. Dice Enrico Baldi, Pd (ma in contrasto con il suo partito sulla vendita del gruppo, si è dimesso dalla sezione): «Nemmeno un legame con la storia, con il territorio, con le persone... Ci chiameremo Hitachi costruzioni ferroviarie». Gli fa eco Alessandro Capecchi (Pistoia domani): «Uno dei più grossi crucci, in vista di un possibile acquisto da parte di Bombardier/Alstom/Siemens era quello che potesse sparire il nome AnsaldoBreda e che l’azienda perdesse la sua identità... Se il buon giorno si vede dal mattino...» conclude Capecchi, evidentemente polemico con il governo Renzi, «che per 36 milioni ha venduto tutto... senza avere nemmeno un piano industriale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google