Il Tirreno

Pistoia

I piccoli Comuni si alleano contro Gaia

La società vuole prorogare ulteriormente il rimborso di 4 milioni di mutui, gli enti si oppongono

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SAN MARCELLO. San Marcello, Cutigliano e i piccoli comuni toscani fanno scudo per riavere i loro soldi dal gestore idrico Gaia. Il colpo di scena si è verificato nell’assemblea dell’Ati lunedì a Camaiore. L’autorità ha presentato ai Comuni una delibera in cui chiedeva di prorogare ulteriormente il rimborso della rata mutui anticipate dagli enti per conto di Gaia nel periodo 2012-2014 e di innalzare le tariffe in bolletta. Il tutto non avendo ancora onorato i rimborsi 2006-2011. Ma stavolta i circa venti piccoli comuni presenti - fra cui San Marcello (rappresentato dal sindaco Silvia Cormio, dalla responsabile dei servizi finanziari, Barbara Cecchini e dall’avvocato Sarteschi) e Cutigliano, col vicesindaco Franco Giani- esausti dalle casse prosciugate per partite non riscosse, hanno respinto in blocco la delibera e approvato all’unanimità un documento in cui intimano a Gaia di lasciare invariate le tariffe agli utenti, rimodulare il piano investimenti e provvedere al rimborso urgente dei mutui pregressi.

«La novità – spiega Cormio- è la posizione contraria della maggior parte dei Comuni, seppur soci di Gaia. La richiesta di congelare i rimborsi è inaccettabile. Gaia ha restituito a San Marcello solo 80mila euro su oltre 2 milioni e 300mila euro. Questa inadempienza pregiudica l’equilibrio del nostro bilancio». Voto contrario anche dei Comuni della Lunigiana, della Media valle del Serchio, Castiglione e Castelnuovo Garfagnana. Si sono dileguati dal voto i comuni più grandi che detengono quote di rilievo nella società. Gaia, se consideriamo anche Piteglio, che ne è socio, deve ai comuni della Montagna circa 4 milioni di euro. Per mancati adeguamenti tariffari dal 2006 al 2011, ha maturato un credito verso gli utenti di 42 milioni di euro, per la cui riscossione, da qualche mese, addebita in bolletta i conguagli che, anche su direttive della Corte dei Conti, devono essere destinati al rimborso ai Comuni. Dal 2012 al 2014 sono maturati altri 20 milioni a credito. Su questa base, l’Ati ha chiesto la proroga dei rimborsi ai Comuni che, se l’avessero approvata, avrebbero autorizzato Gaia a pagare dal 2018, fornendole un’arma per opporsi alle azioni legali. Adesso la società, che non naviga in acque tranquille, dovrà sbrigarsela. «La nostra non è una guerra a Gaia - dice Giani – che ha fatto anche lavori importanti a Cutigliano ed è ricettiva in caso di emergenze. Questo credito ci ha messo in ginocchio: 725mila euro a fronte dei quali abbiamo accantonato 350mila euro. Come se non bastasse, Gaia addebita al nostro Comune dai 25 ai 30mila euro annui per l’acqua delle fontane pubbliche che non possiamo tener chiuse, in quanto beni monumentali, e per di più alimentate dal troppo pieno dell’acquedotto. La nostra richiesta di compensazione è stata rifiutata, ma non abbiamo intenzione di pagare».

Elisa Valentini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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