Il Tirreno

Pistoia

Scontro tra sindaci, Mazzanti difende i mobilieri di Quarrata

Beatrice Faragli
Scontro tra sindaci, Mazzanti difende i mobilieri di Quarrata

Dura replica al primo cittadino di Montemurlo: "Si chieda perché i cinesi hanno aperto le loro ditte nel suo comune e non da noi"

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QUARRATA. «Inaccettabile» l’accusa mossa da Lorenzini ai mobilieri di Quarrata secondo il primo cittadino Marco Mazzanti. Il sindaco quarratino tuona contro quello di Montemurlo. «Lorenzini – dice - non rigiri la frittata. Invece di accusare i nostri imprenditori, si chieda come mai queste fabbriche di cinesi, anche irregolari, si siano insediate a Montemurlo e Iolo e non qui da noi, a Quarrata".

"Noi qua – continua Mazzanti – ogni volta che ci ritroviamo davanti a un nuovo insediamento, facciamo i dovuti controlli, grazie anche alle forze dell’ordine. In passato a Montemurlo hanno sicuramente fatto scarse verifiche. Non venga adesso, il sindaco, a dare la colpa ai nostri imprenditori. E’ vero che i mobilieri hanno delocalizzato la produzione dall’area quarratina alla cintura pratese. Ma – sottolinea Mazzanti – se le ditte a cui commissionano i lavori sono irregolari, sta alle istituzioni stabilirlo, facendo i necessari controlli. Lorenzini avrebbe dovuto controllare prima, negli anni passati. Non accetto che adesso la frittata venga rigirata in questo modo.

"Il sindaco di Montemurlo inoltre - conclude Mazzanti -  dimostra di non conoscere la nostra realtà. Non è vero che i divani commissionati a 30 euro siano poi rivenduti in negozio a 2500 euro. Evidentemente, non conosce la situazione delle nostre mostre, in viale Montalbano. Quel tipo di produzione è destinata ai mercati esteri, di bassa qualità».

Una risposta fiume, quella del sindaco Marco Mazzanti. Non appena letta l’accusa di Mauro Lorenzini, il primo cittadino di Quarrata ha voluto far sentire la propria voce. L’omologo di Montemurlo infatti, ha attaccato i mobilieri quarratini dopo l'incendio scoppiato nella serata di sabato 28 febbraio in una fabbrica per la produzione di divani gestita da cittadini cinesi, in via Ombrone a Oste.

“Se una parte senza scrupoli dei mobilieri di Quarrata - scrive Lorenzini - pensa che Montemurlo sia diventata una zona franca, dove far assemblare divani a 30 euro per poi rivenderli in negozio a 2.500 euro, si sbaglia di grosso. Non si possono mettere gli operai in cassa integrazione e poi trovare il guadagno, sfruttando chi produce nell'illegalità, senza prestare alcuna attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro e ai diritti dei lavoratori. A questo gioco non ci stiamo ed intensificheremo i controlli” ha detto Lorenzini”. «I controlli – taglia corto Mazzanti – dovevate farli prima. Sta alle istituzioni verificare se le ditte sono in regola, non agli imprenditori»

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