Il Tirreno

Pistoia

appalti pilotati

Scontro in aula sulle foto scattate senza mandato

Luigi Larotonda, dirigente della Digos
◗
Luigi Larotonda, dirigente della Digos

Processo Untouchables, contestata dal difensore di Evangelisti l’utilizzabilità degli scatti ai documenti trovati durante gli accessi segreti degli investigatori nello studio dell’ex dirigente comunale

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Secondo la pubblica accusa era lì, su quei fogli, che l’allora dirigente dell’ufficio lavori pubblici del Comune teneva il conto delle bustarelle intascate per ogni determinato appalto, annotando, nel riporre in cassaforte i soldi appena ricevuti, date e iniziali di chi lo aveva pagato. Secondo l’avvocato difensore, un’ipotesi ben lontana dalla realtà, e comunque ininfluente, dato che, secondo lui, quelle presunte prove sarebbero state acquisite illegittimamente dagli investigatori della Digos, che avevano ricevuto sì, dal giudice, l’autorizzazione di entrare di nascosto nell’ufficio privato di Marcello Evangelisti, ma unicamente per piazzare le microspie, e non certo per fotografare documenti o quant’altro. Per fare ciò i poliziotti avrebbero dovuto avere un mandato di perquisizione o di sequestro.

Quella della producibilità e dell’utilizzabilità nel corso del processo – quello sugli appalti pilotati che vede sotto accusa 16 imputati – delle fotografie scattate a quattro fogli pieni di annotazioni nello studio di vicolo Taverna dell’ex dirigente è stata la questione al centro dell’opposizione sollevata lunedì mattina, 2 marzo, in aula dall’avvocato Giuseppe Castelli. Non solo: il difensore di Evangelisti ha sostenuto che tali documenti “illegittimamente acquisiti” non potessero essere neppure mostrati come punto di riferimento al capo degli investigatori, il vicequestore Luigi Larotonda, chiamato a testimoniare ieri sulle indagini condotte dai suo ufficio.

Dopo una prolungata camera di consiglio, il tribunale ha rinviato la decisione sull’acquisibilità delle foto agli atti del processo al momento in cui saranno finite le testimonianze di tutti i poliziotti che quei documenti ebbero modo di notare quando, in quattro successive occasioni, entrarono di notte nello studio di Evangelisti per installare (il 23 agosto 2011) o risistemare microfoni e microcamere.

Come accennato, la mattinata di lunedì era dedicata alla testimonianza del capo degli investigatori, che già in precedenza aveva illustrato come l’inchiesta Untouchables era nata.

Ieri si è soffermato, tra l’altro, sugli episodi in cui il suo ufficio avrebbe accertato la riscossione di bustarelle da parte di Evangelisti: venti in tutto quelli elencati, a partire dal 2 maggio 2011 fino al 21 maggio dell’anno successivo, nel corso di incontri con alcuni degli imprenditori attualmente sotto processo insieme a lui.

Prossima udienza, venerdì 6 marzo. (m.d.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web