Il dolore
Codici doganali per fiori recisi e fronde, l’Unione europea si muove
Vivaismo, da Pistoia la soddisfazione di Anve, in attesa della decisione finale attesa per il mese prossimo
PISTOIA. Il Comitato ortofrutta alla Direzione generale per l'Agricoltura dell’Ue ha dato parere favorevole alla mozione per la modifica dei codici doganali del Capitolo 6 della Nomenclatura Combinata; ad annunciarlo è l’Associazione nazionale vivaisti esportatori. Il supporto di European Nurserystock Association, di cui fa parte Anve, presso la Commissione europea è stato determinante, aggiunge l’Associazione.
Dal 2012 infatti, il Mipaaf, insieme ad Ismea, lavorano alla proposta di modernizzazione dei dazi doganali inserendo cambiamenti che rendessero più efficace l'identificazione della piante commercializzate. Dopo una prima contrarietà dell'Union Fleurs riguardo le modifiche richieste per i codici dei fiori recisi e delle fronde, nell'autunno del 2014 il Mipaaf insieme ad Ismea hanno avviato delle relazioni bilaterali con Union fleurs e con Floraholland per giungere ad una nuova bozza che tenesse conto dei suggerimenti dei rappresentanti del commercio internazionale.
L'interesse suscitato dalla proposta ha consentito un dibattito favorevole tra i paesi associati all'Ena (che raggruppa 17 nazioni europee) che si è concluso con la predisposizione di un documento contenente il parere positivo da inviare al Mipaaf e alla Dg agri a Bruxelles.
Ciò ha reso più agevole lo sviluppo positivo della mozione presentata dall'Italia presso la Dg agri che tuttavia non è vincolante ai fini dell'esame finale che avverrà presso la DG Taxud nel mese di marzo. Oltre al sostegno di Ena si è poi aggiunto un informale consenso a proseguire anche da parte di un'altra importante associazione, il Copa-Cogeca.
La modifica dei codici doganali è molto importante per il settore del florovivaismo italiano ed europeo. I codici ad oggi vigenti, infatti, risultano per il settore troppo generici, limitandosi perlopiù ad una divisione "Piante vive" ed "Altro", che non consente di monitorare adeguatamente i flussi generati dagli esportatori. La proposta italiana, verte sostanzialmente su due punti: introdurre un codice specifico per Cytrus e sempreverdi, due delle categorie più commercializzate, e utilizzare una tipologia di codici che dichiari i pezzi venduti piuttosto che le tonnellate.
Entrambe le modifiche hanno lo scopo di consentire una valutazione più realistica dei flussi di mercato, sia a livello statistico, in termini di vendite reali, sia conoscitivo, di studio e sviluppo delle tendenze. E' evidente che questa modifica porterà forti benefici alle imprese nell'analisi dei mercati, nel marketing di prodotto e nella programmazione della produzione.
A questo punto non resta che attendere con fiducia il voto della Direzione Generale Fiscalità e Unione Doganale della Commissione Ue.
«Quello che abbiamo raggiunto è un risultato importantissimo - dichiara Marco Cappellini, presidente Anve - che non fa che confermare quanto il contributo della nostra Associazione nel campo del vivaismo internazionale sia fondamentale. Attraverso un impegno costante, siamo riusciti a farci sentire anche fuori dal Paese e non possiamo che essere fieri dei risultati raggiunti».
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