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Pistoia

Il lavoro non c’è, neanche con gli incentivi

Il lavoro non c’è, neanche con gli incentivi

Le borse 2014 della Fondazione Caripit: su 100 attivabili, partite solo 47. Per Gioffredi (Cgil) «le aziende non si muovono»

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PISTOIA. Niente assunzioni. Non c'è lavoro, neanche a pagarlo. Non si tratta di una battuta, ma dei risultati del primo anno di sperimentazione della nuova iniziativa targata Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, vale a dire le "Borse lavoro".

Eppure sulla carta sembrava un'offerta allettante. Un giovane che avesse trovato l'azienda disposta ad assumerlo con contratto a tempo determinato di almeno sei mesi, poteva offrire in dote al suo datore di lavoro un contributo mensile di 600 euro lordi. Il tutto pagato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia.

Ma di fronte alla possibilità teorica di attivare 100 borse di studio nel 2014, le domande arrivate sono state 61 e le borse attivate solo 47 (gli altri 14 richiedenti non disponevano di uno o più requisiti). E questo nella provincia dove il tasso di disoccupazione ha raggiunto il livello del 10,5%, con 13.000 persone tra i 15 e i 74 anni che non hanno un lavoro anche se lo vorrebbero. Oltretutto le professioni più gettonate sono tutte legate ai servizi non particolarmente qualificati, come parrucchiere, estetista, addetto alle vendite, cameriere. Altri dati: il 67% delle domande è venuto da giovani con meno di 25 anni, il 65% richiedeva l'orario full time e la forma di contratto più utilizzata (52%) è stata l'apprendistato.

Si tratta di un flop dell'iniziativa della Fondazione? E come si spiegano questi dati? «Certo, non è un risultato eclatante, ma non è neanche pochissimo - spiegano dalla Fondazione - soprattutto se si pensa che l'iniziativa era sperimentale ed al suo primo anno, quindi poco conosciuta. E poi, ovviamente, c'è la crisi».

«Il problema - sottolinea Daniele Gioffredi, membro della segreteria provinciale della Cgil - è che il lavoro manca proprio e non è con gli incentivi che si può creare. Intendiamoci, ben vengano iniziative come quelle della Fondazione, tutto è utile quando ci si attrasversano crisi come quella che stiamo vivendo. Ma la verità è che oggi un imprenditore che voglia assumere, di incentivi ne ha già moltissimi. Le tipologie contrattuali nazionali sono 46, e qui in Toscana ci sono ora anche i contratti "GiovaniSì". Le agevolazioni non mancano di certo».

E allora? «Allora - riprende Gioffredi - il problema è che le aziende non vedono la possibilità di assumere. E quando lo fanno, cercano di evitare in tutti i modi i contratti che possano portare a vincoli a tempo indeterminato. Basta vedere che sul totale dei contratti a termine stipulati in provincia, solo un'infima parte è estesa per dodici mesi. E ci sono persino casi di contratto per un solo giorno di lavoro. Se questa è l'offerta, logico che l'offerta di ulteriori incentivi non ottenga i risultati che meriterebbe».

Fabio Calamati

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