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Pistoia

Breda, Capecchi all’attacco «Se l’avesse fatto Silvio...»

Breda, Capecchi all’attacco «Se l’avesse fatto Silvio...»

Dopo la vendita a Hitachi, l’esponente di Pistoia Domani contro sinistra e sindacati «Ieri manifestazioni per difendere l’azienda, oggi soltanto parole di circostanza»

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PISTOIA. Timori, paure, prudenza, richiesta di vedere i piani industriali, ma nessuna barricata, nessun "no" di principio. Queste sono state le reazioni prevalenti in città all'annuncio dell'accordo Finmeccanica-Hitachi per la vendita del gruppo ferroviario pistoiese-napoletano (e dell'azienda di segnalamento Ansaldo Sts) al colosso giapponese. A segnalare la cosa, con tono fortemente polemico, è il consigliere comunale di Pistoia Domani Alessandro Capecchi.

"Sono convinto - scrive Capecchi - che se una vendita (o meglio, svendita) ad un player estero, chiaramente orientato più ad acquisire Ansaldo Sts (leader mondiale del segnalamento ferroviario, segmento strategico e con straordinarie prospettive di crescita, ceduta per 773 milioni), l’avesse fatta il governo Berlusconi, ci sarebbe scappato un caos colossale. Scioperi, manifestazioni di piazza, le Istituzioni locali mobilitate contro il Governo, magari un (altro) consiglio comunale davanti ai cancelli.. E invece? Nulla. Dichiarazioni di circostanza, cauto ottimismo, nessuno che chieda quale sia la prospettiva di un Paese che di colpo si priva di un settore strategico e che ha fatto una parte importante della storia industriale italiana. Con ampi margini di crescita, peraltro".

Secondo Capecchi "questo è il paese di una certa sinistra, pronta a portare in piazza i lavoratori solo a certe condizioni, ovvero che al Governo (e alle partecipate di stato) non ci siano compagni. In caso contrario si può anche destrutturare lo statuto dei lavoratori (con il jobs act) e vendere per 36 milioni (questo il valore attribuito ad AnsaldoBreda, li vale da solo lo stabilimento..), il “gioiello” industriale del nostro territorio, capace – nel 2010 – di aggiudicarsi una commessa da 1,5 miliardi di euro per l’alta velocità, senza alcuna difficoltà".

"Me li ricordo ancora - continua il consigliere - i cortei, i presidi davanti alla fabbrica, tutti schierati contro lo straniero, persino contrari ad una partnership con Bombardier; me li ricordo, perché io c’ero, e perché a differenza di altri credevo che un Paese come il nostro potesse ambire ad avere un settore civile dei trasporti a guida italiana. Una posizione che non era facile da sostenere, nel centrodestra, con una città che non perdeva occasione di attaccare il governo di allora (2009), mentre Finmeccanica continuava comunque a ripianare i debiti dell’azienda. Oggi, tutti spariti. Nessuno che abbia avuto – in questi mesi – il coraggio di dire (e fare) nulla".

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di Redazione web