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Pistoia

«Vogliamo il piano industriale»

«Vogliamo il piano industriale»

La Cgil si dissocia dalla linea della Fiom nazionale. Citera (Cisl): rivendichiamo le nostre competenze

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PISTOIA. «Vogliamo discutere del piano industriale». Gessica Beneforti, segretaria generale della Cgil pistoiese, e Paolo Mattii, segretario provinciale Fiom Cgil, attendono la convocazione dell'incontro nel corso del quale Finmeccanica disvelerà ai sindacati confederali le intenzioni di Hitachi sul futuro di AnsaldoBreda. Dovrebbe avvenire, è stato ribadito ieri mattina dopo l'annuncio della vendita, al massimo entro 15 giorni. La Cgil provinciale vuole capire quali intenzioni ha Hitachi in termini di investimenti, e cosa ne sarà degli addetti al revamping (170 in Italia), il cui futuro si prefigura incerto per la scelta di Hitachi di escludere gli interventi di ristrutturazione sul materiale rotabile.

Detto questo, la posizione della Cgil pistoiese non è la stessa espressa dal segretario nazionale della Fiom, Rosario Rappa, che ha dato un giudizio totalmente negativo sulla vendita. «È necessario - ha detto Rappa - un confronto in sede governativa per verificare la possibilità di bloccare la cessione».

«Hitachi illustri il suo piano industriale - ribadisce invece Beneforti - Vogliamo confrontarci su quello. La nostra richiesta di un Polo nazionale dei trasporti non è stata accolta, ora dobbiamo capire se Hitachi vorrà e potrà fare quegli investimenti che Finmeccanica negli ultimi 20 anni non ha fatto. Ad oggi - continuano Beneforti e Mattii - abbiamo poche informazioni. Si parla di esuberi, occorre fare chiarezza. Abbiamo appreso favorevolmente le dichiarazioni dell'amministratore delegato di Hitachi Rail, che ha parlato di sviluppo. Con l'acquisizione del 100% di AnsaldoBreda e del 40% di Ansaldo Sts Hitachi diventa il quarto polo ferroviario del mondo, vediamo come ha intenzione di dare gambe a questo progetto di sviluppo».

«Siamo arrivati a questo punto - affermano Juri Citera, segretario provinciale Fim Cisl e Patrizia Pellegatti, segretaria generale della Cisl pistoiese- per le gravi scelte industriali che in questi anni il gruppo dirigente di Finmeccanica ha fatto e perché la politica a tutti i livelli, non ha saputo e voluto rilanciare l’industria italiana del ferroviario. Oggi si svolta, dobbiamo sindacalmente cercare di capire il reale piano industriale, rivendicando le competenze, la conoscenza, il valore di costruire totalmente treni e metropolitane, il ciclo completo dalla progettazione al collaudo finale è stato e dovrà essere il nostro punto di forza. Abbiamo chiesto il mantenimento dei posti occupazionali nel territorio e dello sviluppo del settore. Molta attenzione deve essere fatta anche nei confronti della aziende dell’indotto. Non ci possiamo permettere in questa fase difficile di perdere know how e ulteriori posti di lavoro».

«Salti di gioia non ne vengono fatti - afferma Massimo Ducceschi, territoriale della Uilm Uil - AnsaldoBreda entra nello spezzatino dell’industria italiana. Siamo un Paese che sta perdendo l’industria, ma l ’alternativa non può essere solo il turismo... A Pistoia AnsaldoBreda è l’unica grande azienda rimasta, e pur nella preoccupazione voglio spezzare una lancia in favore di Hitachi: nel settore ferroviario è all’avanguardia in tutto il mondo».

Enrico Alberghini, attuale coordinatore degli Rsu, ha già avuto modo di raccogliere gli umori di una parte dei colleghi: «Da una parte la vendita è un sollievo. In questo ultimo anno non sapevamo dove sbattere la testa. Aspettando la vendita il lavoro si era ridotto, e c’è stato un discreto incentivo all’esodo. Dei 1200 lavoratori di alcuni anni fa siamo arrivati agli 860 del 2014, che a fine anno sono diventati 820. Ci dispiace per la vendita, AnsaldoBreda era un bene nazionale, e va in mano completamente a uno straniero. Cosa prevede di fare Hitachi qui? Abbiamo le competenze per la progettazione e la produzione in materia di treni, tram, metro. Vogliamo conoscere i contenuti del piano industriale del colosso nipponico».

Tiziana Gori

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