Il Tirreno

Pistoia

degrado urbano

Sottopassaggio pedonale regno di tossici e sporcizia

di Luigi Spinosi
Sottopassaggio pedonale regno di tossici e sporcizia

Pistoia: sopralluogo del Movimento Cinque Stelle con denuncia alla polizia municipale alle scale del parcheggio San Giorgio, tra escrementi, vomito, resti di “pere” e telecamere inutili

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PISTOIA. È una questione di igiene certo, ma è soprattutto una questione di sicurezza quella posta dai Cinque Stelle di Pistoia, con il sopralluogo fatto nella mattinata di mercoledì 25  alle scale del parcheggio San Giorgio. In teoria dovrebbe trattarsi di un passaggio pedonale, in pratica è innegabile che ci vuole un bel coraggio (e uno stomaco forte) per avventurarsi da queste parti.

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Il primo senso a essere messo in moto, entrando qui, è l’olfatto. Il puzzo che ti colpisce come un pugno. E non potrebbe essere altrimenti, tra resti di vomito ed escrementi (umani) che caratterizzano il posto. Eppure questo è probabilmente il male minore, come sottolinea il consigliere comunale dei 5 Stelle Giacomo Del Bino, che con Luca Rossi, cui poi si è aggiunto Maurizio Giorgi, ieri mattina ha accompagnato giornalisti e polizia municipale per gli anfratti del percorso e per denunciare uno stato di cose intollerabili. Ovunque pezzi di stagnola bruciacchiati, evidenti resti lasciati da qualcuno che sfruttava l’isolamento della zona per farsi una dose. Magari anche giovanissimi, come i due ragazzini fuggiti all’arrivo del consigliere Giorgi, in un secondo passaggio per il San Giorgio.

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«C’è una cosa che mi fa arrabbiare – sottolinea Del Bino – abbiamo sottolineato il problema a ripetizione, l’ultima volta appena una quindicina di giorni fa con un’interrogazione in consiglio comunale. E per tutta risposta l’assessore Tuci ha replicato parlando di problemi di pulizia, spiegando che il materiale è poroso e che quindi lo sporco viene assorbito, e trovando la soluzione nell’idea di stendere uno strato di sostanza impermeabile sulle superfici, in modo da poter ripulire meglio. Insomma, sembra che l’unico problema sia quello della pulizia. Certo, è un problema importante, ma passa in secondo piano rispetto a quello della sicurezza, al fatto che questo sia diventato un punto di ritrovo per tossici. Le telecamere ci sono, però non servono, perché non sono collegate con il comando della polizia municipale, tanto per fare un esempio».

Sicurezza messa a rischio anche sotto altri profili, come è stato evidenziato durante lo stesso sopralluogo. Un esempio significativo: la porta di sicurezza che si può aprire solo dall’esterno. E in caso di incendio? Occorre prendere un estintore e... sperare. Questo perché «ci sono estintori scaduti, o addirittura vuoti».

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La replica del Comune arriva a stretto giro, con un lungo comunicato in cui si spiega che stanno per essere affidati lavori di pulizia ordinaria (cui si aggiungerà un intervento di carattere straordinario), che sono stati sistemati gli impianti antincendio danneggiati, che vengono fatti controlli sistematici da parte di vigili urbani e che si stanno valutando interventi su videosorveglianza e illuminazione.

Intanto però passare da qui resta un’impresa da coraggiosi.

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