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Lo sfogo di Nesti: un’ingiustizia lunga 15 anni
L’ex comandante della polizia municipale di Agliana ricostruisce i passaggi del concorso contestato
AGLIANA. «Di fatto, pur essendomi classificato primo nella graduatoria, mi trovo da tre lustri a subire danni di ogni natura, primo fra tutti la lesione della mia onorabilità, per un doppio errore della Commissione di concorso, prima nel riportare i punteggi nel verbale e poi nel correggerli, rispondendo malamente alla richiesta del Tar di Firenze». A parlare è Andrea Alessandro Nesti, ex comandante della Polizia municipale di Agliana, rimosso dall’incarico dallo scorso 20 febbraio. Ripercorre la vicenda che si è protratta per 15 anni, Nesti, da quel concorso svolto nel 1999, alla sentenza del Consiglio di Stato di alcuni giorni fa che, annullando la graduatoria, ha messo fine al suo incarico di comandante.
«Io – prosegue l’ex comandante – quel concorso l’ho vinto classificandomi primo sulla base dei punteggi che la Commissione ha attribuito e confermato. Difficile immaginare cosa potrà rendermi giustizia in questa vicenda assurda nella quale si sono intrecciate imperizia e superficialità, inspiegabili avversioni e beghe politiche, inerzia e accanimento: tutto a mio esclusivo danno e in spregio alla sostanza dei fatti».
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Un’amara riflessione quella di Andrea Alessandro Nesti, che tiene a precisare come si sono svolti i fatti di questi anni. «Il Tar di Firenze – ricorda - con Ordinanza n. 679/2000, sollecita l'Amministrazione a “fornire chiarimenti e rimuovere l'equivoca situazione venutasi a creare per l'incoerenza fra alcuni dati trascritti nel verbale del concorso”. In altre parole, per chi vuol capire, la Commissione deve indicare se il punteggio da me conseguito in una prova è 22,50 oppure 25,50, visto che sui verbali del concorso vengono riportati entrambi. La Commissione di concorso, convocata per l'adempimento, precisa che “risulta che nel verbale n. 4, datato 9.12.1999 è indicato, nella seconda prova scritta, un voto attribuito alla busta n. 2 di 22,50/30 anziché quello reale di 25,50/30. Da un appunto redatto a mano via via che gli elaborati venivano corretti, e completato con l'apertura delle buste con i nomi dei candidati, stilato lungo l'arco di tempo richiesto da tutto il procedimento, risulta evidente l'errore”. Questo è quello che la Commissione verbalizza, questo è quello che è accaduto, come accertato anche dalla Procura della Repubblica di Pistoia: nella busta 2 era contenuta la mia prova, valutata con 25,50/30».
Ulteriori precisazioni Nesti le fornisce anche in merito all’annullamento della graduatoria. «La questione dell'annullamento – sottolinea - riguarda, invece, il fatto che “l'appunto redatto a mano” non è allegato agli atti del concorso e il suo utilizzo non viene quindi ritenuto ammissibile, dal Tar prima e dal Consiglio di Stato dopo. Per questo la conferma del punteggio di 25,50, da me riportato nella prova e poi deliberata nella graduatoria finale, viene ritenuta invalida. Questo e non altro determina l'invalidità e l'annullamento della graduatoria stessa. La mia prova era ed è valutata con il punteggio di 25,50: punteggio che, sommato agli altri conseguiti nelle altre prove, mi collocava al primo posto della graduatoria. A meno che non si voglia a tutti costi e in malafede strumentalizzare la vicenda, mi pare evidente la mia posizione di parte lesa».
L’ex comandante, come lui stesso spiega, ha deciso di parlare adesso che la vicenda è conclusa, senza replicare negli anni a quelle che definisce notizie “imprecise e allusive”.
«In questi anni – chiarisce - in attesa della definizione del giudizio d'appello, non ho ritenuto, per l'incarico che ricoprivo, di rilasciare dichiarazioni o replicare alle notizie, spesso imprecise e allusive, che apparivano via via sulla stampa e che, in definitiva, suggerivano o addirittura dichiaravano una sorta di ostinata usurpazione, da parte mia, di un ruolo che non mi spettava. L'esito del processo, esito che non condivido, convinto che nel giudizio il mio legale avesse rappresentato una serie di buoni motivi per una diversa valutazione degli atti, è noto e non c'è più, allo stato, alcuna graduatoria con primi o secondi, perché la graduatoria è definitivamente annullata».
Amare le conclusioni di Nesti anche sulle conseguenze di una sentenza che arriva a 15 anni dal concorso: «Che altro aggiungere? Che la sentenza di primo grado è arrivata dopo 10 anni e quella d'appello dopo 15 anni? Che, dopo aver investito, con impegno ininterrotto e con l'aiuto di pochi, tutte le mie aspettative professionali e lavorative nella ricostruzione di un Comando attraversato da problemi di ogni genere, torno ora, come in una specie di gioco dell'oca, alla casella di partenza? Che una simile allucinante situazione non manca certo di gravi ricadute esistenziali? Una storia all'italiana, senza dubbio».
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