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I timori dei sindacati: a Pistoia deve rimanere tutto il ciclo produttivo

I vertici nazionali Uil lanciano l'allarme: servono garanzie sugli investimenti, no al saccheggio delle competenze

Hitachi e Finmeccanica hanno firmato: AnsaldoBreda è giapponese

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PISTOIA. "Il livello di preoccupazione rimane alto, in attesa di conoscere quale sarà il piano industriale della multinazionale giapponese". Lo ha detto Jury Citera, segretario provinciale della Fim-Cisl di Pistoia, commentando l'avvenuta cessione dell'azienda ferroviaria AnsaldoBreda al gruppo giapponese Hitachi.

"Siamo arrivati a questo punto - continua Citera - per le gravi scelte industriali che in questi anni il gruppo dirigente di Finmeccanica ha fatto e perché la politica a tutti i livelli, non ha saputo e voluto rilanciare l’industria italiana del ferroviario, settore in grande crescita nel mondo". "Aspettiamo il piano industriale nei dettagli - conclude il sindacalista Fim - e poi potremo definire e rivendicare le nostre posizioni. La politica locale , regionale e Nazionale deve impegnarsi a gestire questo importante cambio , cercando di creare garanzie di sostegno ai possibili sviluppi che si creeranno. Vigileremo su tutti i tavoli , cercando di sostenere opportunità e sviluppo per tutto il territorio. Ci preoccupa anche la situazione dell'indotto, perché oggi nello stabilimento pistoiese sono presenti circa 250 lavoratori di ditte esterne, ma sul territorio pistoiese sono diverse centinaia i lavoratori dell'indotto Breda e non possiamo permetterci che esperienze e forza lavoro vadano disperse".

"Il rischio che temiamo - ha aggiunto Marco Fontana, Rsu AnsaldoBreda - di diventare solo stabilimenti produttivi. Noi a Pistoia da sempre abbiamo fatto tutto il ciclo produttivo dal commerciale alla progettazione, quindi rivendichiamo il ruolo fondamentale della testa dell'azienda che vogliamo rimanga qui".

I commenti degli esponenti sindacali nazionali si rivolgono all'intera operazione, che ha visto Finmeccanica liberarsi, oltre che di AnsaldoBreda, anche dell'azienda di segnalamento ferroviario Ansaldo Sts. "Oggi si è messo fine ad una vicenda che durava da quattro anni". Così il segretario nazionale della Uilm Giovanni Contento. "Di fatto abbiamo sostituito il cartello con scritto 'Vendesi' che campeggiava da tempo sulla coppia di società del settore ferroviario con 'Vendute'. Con questa operazione, però, Finmeccanica riduce le proprie dimensioni di due miliardi di fatturato e da qui la nostra preoccupazione per lo 'status' del gruppo guidato dall'ad Moretti come grande industria nazionale attiva sui mercati internazionali". La Uilm si rivolge di conseguenza al governo e a Finmeccanica: "All'esecutivo chiediamo che adotti specifici vincoli affinché non si disperda il patrimonio tecnologico, professionale ed industriale presente nel Paese. Deve essere impedito a chi fa acquisti in Italia di depredare il 'Know How' nazionale; a Finmeccanica chiediamo - conclude Contento - di convocare un incontro con l'acquirente giapponese per conoscere 'de visu' gli investimenti che daranno sostanza alle scelte di sviluppo di Ansaldo Breda e Ansaldo Sts. In questo senso siamo fortemente interessati anche alla garanzia dei livelli occupazionali".

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