Il Tirreno

Pistoia

Camera di commercio spunta l’ipotesi dell’alleanza con Prato

di Paolo Toccafondi
Camera di commercio spunta l’ipotesi dell’alleanza con Prato

Commissionato uno studio di fattibilità sulla fusione e all’orizzonte si profila anche un legame con Lucca

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Nuove prove di alleanza tra Pistoia e Prato. Dopo l'unione delle associazioni degli industriali, tocca ora alle Camere di commercio mettere in cantiere un progetto di integrazione dettato dalla volontà del governo e dei vertici di Unioncamere. Il 19 dicembre scorso, prima la giunta e poi il consiglio camerale di Pistoia (ma lo stesso è avvenuto anche a Prato) hanno approvato una delibera che avvia il percorso verso la fusione delle Camere di commercio di Pistoia e di Prato.

Questo almeno è l'orizzonte prossimo a cui si guarda, senza escludere ulteriori allargamenti dell'intesa. E in quel caso l'ipotesi è quella di agganciare Lucca, non certo Firenze.

Si potrebbe parlare allora, più in generale, in una fase di crisi delle rappresentanze politiche e con le Province che spariscono, di prove tecniche per consolidare un'area centro-nord della Toscana, un contraltare del capoluogo e dell'area costiera.

Ma senza saltare troppo avanti, bisogna intanto partire dall'operazione di riordino del sistema camerale italiano, varato nell'estate del 2014 dal comitato esecutivo di Unioncamere che prevede la riduzione delle Camere di commercio dalle 105 attuali a non più di 50-60.

Gli accorpamenti dovranno creare realtà locali che abbiano un bacino pari ad almeno 80.000 imprese. Queste le uniche indicazioni certe, insieme al taglio lineare del diritto annuale che le aziende pagano alla Camera di commercio e che rappresenta la fonte di finanziamento del sistema camerale, ulteriore elemento che spinge a razionalizzare per realizzare economie di scala. Su tutti gli altri punti si dovrà attendere invece il decreto del governo.

Intanto giunta e consiglio della Camera di Pistoia hanno compiuto il primo passo. La delibera approvata il 19 dicembre stabilisce di avviare un percorso di aggregazione con Prato. Si parte commissionando uno studio di fattibilità economica della nuova Camera di Pistoia-Prato che tenga conto della salvaguardia dei posti di lavoro, che valuti l'utilizzo del patrimonio immobiliare comune, le partecipazioni societarie e la definizione della nuova governance chiamata a rappresentare il mondo delle imprese dei due territori (il nuovo consiglio sarebbe composto da 28 membri).

A legare gli enti camerali di Prato e Pistoia, oltretutto, c'è già una tradizione consolidata di collaborazione nell'attività istituzionale, e c'è una forte motivazione socio-economico determinata dalle caratteristiche produttive comuni (il tessuto diffuso di piccole imprese) e dalla presenza del distretto tessile che lega insieme le due province. Ma siccome Pistoia e Prato insieme resterebbero seppur di poco al di sotto della soglia delle 80.000 imprese prevista per le nuove Camere accorpate, si comincia fin d'ora a valutare anche la possibilità di un ulteriore allargamento dell'alleanza.

«L'accorpamento di Prato e Pistoia potrebbe essere il primo passo verso un disegno più ampio», si legge nella relazione approvata dal consiglio. E qui lo sguardo si volge verso Lucca, come suggeriscono anche alcuni consiglieri, per le caratteristiche omogenee del tessuto economico, il legame della Valdinievole con la provincia di Lucca e forse anche per una strategia politica più generale che punta a creare un polo robusto staccato dalla temuta egemonia fiorentina.

Il documento approvato dal consiglio si chiude con l'indicazione del prossimo e più immediato impegno: cominciare ad approfondire da subito le questioni dello statuto, degli organi e dell'organizzazione della nuova Camera di Pistoia-Prato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web