Sicurezza
Una folla per l’addio a Vivarelli
La famiglia ha deciso che non presenterà esposti contro l’Asl
CAMPO TIZZORO. Mezz‘ora prima dell’inizio della cerimonia funebre di Ivano Vivarelli, l’ampio piazzale antistante la chiesa di Santa Barbara di Campo Tizzoro era colmo di amici e conoscenti giunti per dare l’ultimo saluto. La chiesa si è riempita per la celebrazione della santa messa che è stata accompagnata dalla Corale di Santa Barbara. Alle nobili e commoventi parole pronunciate da don Cipriano, che ha invitato i presenti a proseguire l’opera iniziata da Ivano nel creare soprattutto unità nel paese e credere fermamente nel lavoro teso alla realizzazione di cose utili alla comunità si sono aggiunte quelle del figlio e del nipote che ne hanno ricordato la figura nei suoi tratti essenziali. Vivarelli, 77 anni, consulente del lavoro in pensione, è morto sabato nella sua casa di Gavinana. Tre giorni prima era stato dimesso in codice verde dal Pronto soccorso del Pacini, dove era stato accompagnato in codice giallo per una sospetta ischemia. «Uno dei tanti esempi di cattiva gestione della sanità dalle nostre parti», aveva detto il giorno dopo le dimissioni il figlio Alessando Vivarelli. La Asl aveva risposto che, secondo gli accertamenti eseguiti, Vivarelli poteva essere assistito a casa. La famiglia sembra aver comunque deciso di non presentare esposti, pensando che ciò che è stato posto all’attenzione dalla stampa sia stato sufficiente a far comprendere, a chi ha responsabilità dirigenziali, certe ragioni dei cittadini, con l’augurio che fatti simili non si ripetano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
