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Pistoia

Un’unica mensa per scuola, rsa e ospedale: i tempi si allungano

Un’unica mensa per scuola, rsa e ospedale: i tempi si allungano

SAN MARCELLO. Pasti che arrivano da Pistoia e cinque dipendenti in cassa integrazione. È la situazione che, a un anno esatto dalla chiusura delle cucina ospedaliera, sussiste tuttora nel Piot Pacini...

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N MARCELLO. Pasti che arrivano da Pistoia e cinque dipendenti in cassa integrazione. È la situazione che, a un anno esatto dalla chiusura delle cucina ospedaliera, sussiste tuttora nel Piot Pacini e nella casa di riposo Villa Serena a San Marcello. La chiusura della cucina, decretata dalla Asl 3 di Pistoia il 24 febbraio 2014 e annunciata pochi giorni prima, scatenò la reazione di dipendenti, comitati in difesa dell’ospedale e degli amministratori comunali montani. Silvia Cormio, prima cittadina di San Marcello, sottolineò l’indisponibilità ad accettare nuovi tagli sulla sanità montana. Fu rispolverata così l’idea di un ampliamento della mensa comunale di San Marcello per servire, oltre alle scuole, anche l’ospedale e la vicina Rsa. Passato un anno, però, la situazione è quasi immutata, salvo la preoccupazione crescente legata al posto di lavoro delle 5 addette alla mensa rimaste in montagna. Due sono in cassa integrazione totale da un anno. Le tre unità riassorbite part-time dalla cooperativa Dussman, che gestisce il servizio mensa, sporzionano i pasti e puliscono i relativi locali per 18 ore la settimana, ovvero 3-4 al giorno, frazionate con lunghe pause e diversi viaggi di andata e ritorno fra casa, ospedale e Rsa. Per le restanti 20 ore sono in cassa integrazione, con la cooperativa sociale che gestiva in precedenza la mensa ospedaliera come datore di lavoro. Il loro riassorbimento, tra l’altro, ha comportato la riduzione di orario per alcuni dipendenti di Villa Serena. La cassa integrazione è oramai prossima alla scadenza: confermata per tutto marzo, con possibile proroga fino a maggio, dopodiché c’è un punto interrogativo. Quanto ai cibi, arrivano da Pistoia con conseguenze prevedibili: ritardi, talvolta anche consistenti; pietanze spesso scotte e quindi, secondo quanto ci riportano voci interne alle due strutture, di qualità organolettica inferiore ai precedenti. Se arrivano nuovi pazienti e gli ordini sono già trasmessi, il cibo deve bastare comunque per tutti. Per parlare del futuro della mensa, sabato il sindaco di San Marcello incontrerà le dipendenti. “Il Comune – spiega Cormio- non ha mai smesso di lavorare per una mensa comunale unica per scuole, ospedale ed Rsa. I nostri uffici stanno preparando un progetto. Non servono nuovi finanziamenti. I passaggi burocratici e i lavori di ampliamento richiedono però tempi che è ancora prematuro quantificare e che dovranno tener conto del periodo di chiusura delle scuole. La Asl – prosegue il sindaco - si è detta disponibile ad acquistare i pasti dalla mensa comunale. Prenderemo contatti con la gestione che subentrerà a Villa Serena per capire le intenzioni in proposito. Una mensa unica consentirebbe di creare posti di lavoro e di riassorbire il personale addetto”.

Elisa Valentini

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