Finanza
Cervi e cinghiali, l'esasperazione di un imprenditore agricolo
Angelo Pini: distruggono gli olivi e mangiano gli ortaggi del nostro appezzamento di Corbezzi, danni per migliaia di euro
TOIA. Non solo i cervi che divelgono la recinzione e mangiano le fronde degli olivi (o ci si sfregano le corna). Anche gli istrici che distruggono gli ortaggi e i cinghiali che, da un paio d’anni, scendono fino in collina per trovare cibo.
È così che Francesco Pini vede andare in fumo gran parte del proprio lavoro. Ha 25 anni, e 5 anni fa ha deciso di intraprendere l’attività di agricoltore. In due ettari di appezzamento, a Corbezzi, in parte di proprietà del padre Angelo, in parte presi in affitto. Un bel terreno da coltivare a uliveta e riempire di ortaggi da rivendere poi all’ingrosso. Ma i problemi creati dagli ungulati (e non solo) stanno rendendo difficile andare avanti. «Ci sono altri terreni coltivati, soprattutto da anziani, ma per hobby. Mio figlio - spiega Angelo Pini - ha invece deciso di intraprendere un’attività agricola. Ma è impossibile lavorare così». Già quattro mesi fa la famiglia Pini ha inviato una mail alle autorità preposte e per conoscenza a Legambiente. «Da anni scrivo a Provincia, Comune e a chi di competenza, senza ricevere risposte. Al danno prodotto dagli ungulati, che scendono sempre più a valle, si aggiungono i mancati risarcimenti. Fino a poco tempo fa l’Atc rimborsava una parte della spesa per le recinzioni che dovevano essere sostituite, ora non più». Cifre che, a seconda del danno, possono raggiungere il migliaio di euro. Nel fine settimana la famiglia Pini ha trovato nuovamente un pezzo di rete buttata giù e il campo invaso. Sul terreno, chiare, le tracce di un cervo. «Crediamo - afferma Angelo Pini - che la questione vada affrontata seriamente». (t.g.)
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