Gioco
Una petizione per chiedere di dare una scadenza all'inceneritore
Raccolta di firme per chiedere ai Comuni di rivedere le convenzioni: "Altrimenti c’è il rischio che Montale resti in funzione altri 20 anni"
MONTALE. «IononCISto». Rispondono così, da destra e da sinistra, alla prospettiva (o condanna) che l’inceneritore di Montale possa bruciare fino al 2036. Per bloccare un simile scenario, arriva una petizione popolare. Lo scopo della raccolta firme è rinegoziare le convenzioni tra Ato Toscana centro e Cis spa (dei tre Comuni della Piana) inserendo nell’atto una clausola che preveda «la facoltà da parte di Cis di recedere dalle convenzioni, su esplicita richiesta dei Comuni proprietari, con il preavviso di almeno un anno senza dover pagare alcuna penale».
Tutto questo in vista del gestore unico che si occuperà di rifiuti nella macro area. La rinegoziazione consentirebbe di chiudere l’impianto nel 2023, una volta estinto il mutuo. Oppure in qualsiasi altro momento. Per farlo però, è necessario rivedere le convenzioni. Quelle di durata ventennale firmate nel dicembre 2013 dal presidente del Cis, Edoardo Franceschi, «contengono delle clausole vessatorie nei confronti dei proprietari dell’impianto», che di fatto tolgono la possibilità ai Comuni, e quindi ai cittadini, di chiudere l’inceneritore in maniera unilaterale.
Gli atti però, sono scaduti il 31 dicembre 2014, quando la gara avrebbe già dovuto avere un vincitore. «L’aggiudicazione ci sarà a giugno, per poi entrare a regime, con la nuova convenzione, dal 2016» spiegano i promotori della petizione. «Il più grande timore – dice Alberto Guercini, gruppo d’opposizione Agliana in Comune – è che le nuove convenzioni siano firmate nel più completo silenzio, come nel 2013». Se nessuna delle parti coinvolte dovesse proporre modifiche, gli atti sarebbero rinnovati così come sono oggi. Per questo da ogni colore politico, si sono mossi dando avvio a una raccolta di firme.
I promotori sono Agliana in Comune con Alberto Guercini e Silvia Pieri, Massimo Bartoli del Movimento 5 stelle Agliana, Lara Bilenchi di Sinistra unita per Montale, Giancarlo Noci della Lega nord Toscana di Quarrata, Gianna Risaliti del Centrodestra unito per Montale, Fabrizio Volterrani di Obiettivo Agliana e Quarrata 5 Stelle. Assenti le opposizioni del consiglio quarratino, mentre quelle di Agliana e Montale sono (quasi) al completo, eccezion fatta per Maurizio Ciottoli di Fratelli d’Italia-An.
Guercini chiama a raccolta tutti i cittadini dei tre Comuni della Piana per dire “iononCISto” e per chiedere, attraverso una firma, la revisione delle convenzioni, con l’introduzione della facoltà di recedere dalle convenzioni senza pagare penali, la chiusura immediata dell’impianto nel caso l’indagine epidemiologica in corso (che sta accumulando enormi ritardi) dimostrasse l’incidenza delle emissioni dei forni sugli anomali dati relativi ai tumori registrati tra la popolazione di Agliana e Montale, e la redazione di un piano di riconversione a freddo dell’impianto.
Per firmare c’è tempo fino al 12 aprile. La petizione verrà poi portata nei tre consigli comunali affinché sia preso impegno formale da parte dei sindaci di rivedere le convenzioni. Si firma nei giorni di mercato a Quarrata, Agliana e Montale. Sono inoltre previsti banchini nelle piazze ogni domenica. Info sulla pagina facebook “iononCISto”.
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LA STORIA E I RETROSCENA
L’invito a firmare la petizione è stato accolto stamani, sabato 21 febbraio,ad Agliana da una saletta “Laura Conti” colma di gente. Si tratta della prima azione concreta dallo scorso novembre, quando il gruppo d’opposizione Agliana in Comune rese note le convenzioni firmate quasi un anno prima dall’Ato e da Cis spa, avvertendo che l’inceneritore di Montale avrebbe (potenzialmente) bruciato rifiuti per altri vent’anni.
Perché il documento saltasse fuori ci sono voluti quasi quattro mesi di attesa e l’intervento del difensore civico. Gianna Risaliti, vicesindaco montalese all’epoca della firma, ha ribadito anche ieri che il presidente del Cis spa, Edoardo Franceschi, si è mosso fuori dalle indicazioni date dai soci, ovvero dai Comuni proprietari dell’impianto. «Le convenzioni – ha spiegato Risaliti – dovevano passare dal vaglio dei sindaci. Questo disse Franceschi il 26 novembre 2013. Ma il 10 dicembre 2013 lo stesso presidente ha firmato gli atti senza fare il passaggio annunciato».
Nessuna leggerezza secondo Risaliti è stata commessa dagli amministratori dell’epoca. Le convenzioni, ha sottolineato, non sono mai state trasmesse. Visto l’importanza degli atti però, qualcuno si chiede come mai i sindaci non abbiano preteso di leggere le convenzioni a tal punto da non doverne scoprire il contenuto solo nel novembre del 2014.
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